Dopo la tragedia di Capodanno avvenuta a Crans Montana, per i locali pubblici sono stati mesi complicati tra controlli intensificati delle forze dell’ordine, chiusure e un generale senso di confusione e insicurezza normativa su cosa si può fare e cosa no. È su questo scenario che la giunta comunale di Perugia è intervenuta con una delibera, approvata venerdì, che punta a mettere ordine con delle linee guida per le attività di pubblico spettacolo nel centro storico, eliminando così zone grigie interpretative. Un lavoro, ha detto la sindaca Vittoria Ferdinandi presentando in conferenza stampa il provvedimento, portato avanti nell’ultimo mese e mezzo con gestori, forze dell’ordine e vigili del fuoco.
Bilanciamento Il provvedimento si propone di «bilanciare la tutela del patrimonio storico-artistico e della quiete pubblica con la vocazione culturale e musicale della città», riconoscendo il ruolo di Perugia come centro d’eccellenza per la musica e per la crescita dei giovani talenti. Il centro storico viene definito come area di pregio soggetta a limiti precisi per tutelare i residenti e il decoro. Tra le regole già esistenti e confermate dal Regolamento di polizia urbana c’è lo stop alla diffusione di musica dalla mezzanotte alle otto del mattino e la disciplina per gli artisti di strada. Restano in vigore anche le ordinanze del sindaco sul tema della sicurezza: lo stop alla somministrazione di alcolici (fino all’una e trenta di notte nel centro storico e fino a mezzanotte nell’area di Fontivegge) e il divieto di usare contenitori in vetro e metallo a partire dalle ore venti.
I locali stabili Per quanto riguarda i locali stabili, l’atto ribadisce il «divieto di apertura di nuove discoteche o sale da ballo nel centro storico». L’unica eccezione ammessa riguarda il 110 Cafè di via Pascoli, nel cuore della zona universitaria. Sono invece permessi teatri, cinema, sale da concerto, spazi per l’arte varia (come cabaret e stand-up comedy) e scuole di ballo, a condizione che queste ultime abbiano strutture per ospitare il pubblico seduto. Anche i bar e i ristoranti possono proporre spettacoli abbinati alla loro attività principale, escludendo però qualsiasi forma di ballo. Per tutti gli spazi è obbligatorio il rispetto delle norme edilizie, igieniche e di prevenzione incendi, quest’ultima obbligatoria se la capienza supera le cento persone o se la superficie è superiore ai duecento metri quadrati.
Le temporanee Le manifestazioni temporanee organizzate in spazi non ordinariamente dedicati allo spettacolo vengono suddivise in tre differenti percorsi burocratici a seconda della portata dell’evento. Il primo è un percorso semplificato tramite Scia, la Segnalazione certificata di inizio attività, per gli eventi fino a duecento partecipanti che si concludono entro la mezzanotte dello stesso giorno. Il secondo è il regime ordinario, necessario per i concerti rock, le sfilate di moda o le serate danzanti che superano i duecento partecipanti o che terminano oltre la mezzanotte. Il terzo percorso recepisce le agevolazioni nazionali del Decreto Cultura per gli spettacoli dal vivo (teatro, musica, danza e cinema) con pubblico «passivo» fino a duemila spettatori, da svolgersi tra le otto del mattino e l’una di notte. Questa formula è utilizzabile anche per i festival di più giorni, purché l’area scelta non sia sottoposta a vincoli ambientali o paesaggistici.
Piccolo trattenimento Una sezione specifica della delibera disciplina il cosiddetto «piccolo trattenimento» nei pubblici esercizi. Le attività di svago considerate di semplice accompagnamento alla consumazione di cibi e bevande non richiedono licenze specifiche per lo spettacolo se rispettano precisi limiti: l’ingresso deve essere del tutto gratuito senza alcun rincaro sulle consumazioni, il ballo è vietato, non possono essere montati palchi o strutture dedicate, né possono esibirsi artisti di chiara fama. Inoltre, l’iniziativa deve essere saltuaria, non pubblicizzata separatamente dal locale e limitata a un massimo di cento persone contemporaneamente. Rientrano in questa categoria, ad esempio, i piano bar, la musica di sottofondo nelle enoteche, le letture di libri e i dj-set.
Sicurezza La tutela dell’incolumità pubblica prevede verifiche mirate sulla stabilità e l’idoneità dei luoghi. Per gli eventi fino a duecento persone (o fino a duemila nel caso del Decreto Cultura) è sufficiente l’attestazione di un tecnico abilitato. Oltre questi limiti ordinari, la competenza passa alla commissione di vigilanza comunale o provinciale. Gli organizzatori devono inoltre inviare il preavviso alla Questura, segnalare l’evento al servizio sanitario di emergenza 118 e ottenere l’autorizzazione acustica per le emissioni sonore. Previsti, come spiegato in conferenza stampa dall’assessore Andrea Stafisso, anche dei canali informativi dedicati agli operatori e delle locandine che conterranno delle guide semplificate.
Socialità Ferdinandi e il resto della giunta non vogliono parlare di «movida», termine che ha un’accezione negativa, ma di «socialità». «Questo – ha detto la sindaca – è un tema sul quale si stanno confrontando tutti i centri storici d’Italia. Abbiamo portato avanti una ricognizione puntuale per fornire uno strumento di governo della complessità urbana». «Da oggi – ha aggiunto – esistono norme concordate che danno agli operatori certezze su cosa si può fare e come». La sindaca ha parlato di «una sfida difficile ma necessaria», specialmente in un’acropoli dominata sempre più dalle attività di somministrazione, in cui occorre tenere insieme più interessi e diritti. Da una parte bisogna «tutelare e promuovere l’identità di una città attrattiva e vivace, senza comprimere gli spazi pubblici» e inquadrare il fenomeno solo dal lato della sicurezza: «Non dobbiamo solo reprimere – ha sottolineato la sindaca – ma anche gestire».
Piano della notte E tra gli strumenti di gestione queste linee guida vogliono essere un primo tassello, ha spiegato l’assessore Fabrizio Croce, di un vero e proprio «Piano della notte», che deve «armonizzare residenziali e vita notturna. Sul tema del decoro, invece, Croce ha detto che saranno aperti a breve due nuovi bagni pubblici (i luoghi verranno comunicati prossimamente) e si darà vita a un progetto sperimentale per dotare i locali di bicchieri di plastica lavabili e riutilizzabili, così da ridurre i rifiuti. In corso anche dei sopralluoghi per intensificare la videosorveglianza, mentre nel medio termine si darà vita a un «Osservatorio della notte» in cui siederanno residenti, istituzioni, gestori, forze dell’ordine e tutti gli altri portatori di interesse.
