di Daniele Bovi

Dovrebbe diventare operativa già nel corso della prossima settimana una prima stretta per quanto riguarda i locali dell’area di Fontivegge, teatro domenica mattina dell’ennesima violenta rissa. Il Comune d’intesa con le forze dell’ordine sta studiando un provvedimento che avrà al centro in particolare gli orari di chiusura dei locali della zona, che saranno equiparati a quelli del centro storico. Oggi infatti nell’acropoli cittadina bar, pub e discoteche devono abbassare le saracinesche necessariamente entro le due, mentre nel resto della città possono continuare a lavorare anche oltre. 

Stop anticipato L’idea potrebbe essere quindi quella di mettere sullo stesso piano le due zone della città, probabilmente attraverso un’ordinanza. provvedimento che dovrà passare al vaglio in primis del Comitato per l’ordine e la sicurezza guidato dal prefetto, che tornerà a riunirsi la prossima settimana. Da quel momento quindi niente più locali aperti fino all’alba e oltre, con conseguenze come quella della scorse ore. In attesa che l’ordinanza entri in vigore, c’è anche la possibilità di un ulteriore intensificazione dei controlli nei prossimi giorni. 

Esposto Nel frattempo a muoversi sono anche alcuni residenti del quartiere che hanno deciso di presentare un esposto alle forze dell’ordine. Uno strumento con il quale i cittadini possono segnalare situazioni di disagio o irregolarità alle autorità competenti, senza avviare direttamente un procedimento penale. Ad esempio, un esposto può essere presentato contro locali notturni che causano disturbo alla quiete pubblica, violano le norme sugli orari di chiusura o non rispettano le autorizzazioni previste. Le autorità, dopo averlo ricevuto, valutano se avviare controlli o richiedere interventi correttivi.

L’opposizione Dai banchi dell’opposizione intanto i consiglieri Arcudi, Calzoni e Tuteri denunciano l’escalation di criminalità a Fontivegge, attribuendola alle politiche inadeguate della nuova giunta comunale. Criticano la mancata nomina di un assessore alla sicurezza – scelta peraltro adottata nel 2014 anche da Romizi, che tenne la delega per sé – e l’affidamento del tema a un consigliere con delega, ritenendo ciò parte di una visione ideologica sbagliata. I consiglieri chiedono quindi un piano d’azione efficace per garantire sicurezza ai cittadini, accusando l’amministrazione di minimizzare il problema.

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