È tempo di Cantine aperte in Umbria. Tutto pronto per uno dei weekend più amati dai giovani, che è però sempre più calibrato anche sulle esigenze di famiglie e di un pubblico più maturo, oltreché attento al consumo consapevole del vino. Quaranta le cantine che nel weekend del 30 e del 31 maggio apriranno le proprie porte al “popolo” di Cantine aperte, giunto alla 34esima edizione e organizzato dal Movimento turismo del vino Umbria. Ad aderire produttori con sede praticamente in ogni angolo della regione: da Orvieto a Perugia, da Umbertide ad Assisi, dal Trasimeno a Montefalco, «che – sottolineano gli organizzatori – restituiscono un quadro rappresentativo delle reatà vitivinicole dell’Umbria».
Il programma (integralmente disponibile e sfogliabile in fondo all’articolo) propone pic nic in vigna, degustazioni, visite guidate e, ancora, appuntamenti gastronomici, tour in e-bike, pranzi e cene “con il vignaiolo”. A dire che «Cantine aperte è un momento centrale per il Movimento turismo del vino in Umbria, perché permette alle aziende di aprirsi al pubblico e raccontare il proprio lavoro in modo diretto e trasparente» è Giovanni Dubini, che guida l’associazione organizzatrice dell’evento, a cui «anche quest’anno – prosegue – le cantine hanno aderito massicciamente, testimoniando la volontà condivisa di investire sull’accoglienza e sulla relazione con il consumatore».
Sul fronte del consumo consapevole del vino si insiste attraverso «la collaborazione con Screen Italia, che mette a disposizione strumenti per sensibilizzare i visitatori a un approccio responsabile, che è parte integrante delle nostre modalità di promozione del vino», dice Dubini. La responsabilità sociale arriva anche con un’altra collaborazione. Cantine aperte resta infatti al fianco della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro: con ciascun kit degustazione i visitatori, infatti, doneranno 6 euro ad Airc, sostenendo in tal modo la ricerca scientifica contro il cancro. Il kit comprende una degustazione, un calice e una tasca porta calice, utilizzabili durante l’intera giornata nelle cantine aderenti. Il patto di lunga data tra Cantine aperte e Aric ha permesso negli anni di «raccogliere 372 mila euro, contribuendo al finanziamento di progetti di ricerca innovativi», ha detto Laura Radi, che guida l’Airc in Umbria.
