Donatella Tesei (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Così come avveniva in passato con il Partito democratico – e come in generale accade quando c’è una forza nettamente dominante – l’assetto reale della prima giunta regionale di destra-centro della storia umbra lo si potrà capire solo quando il partito più forte, cioè la Lega, troverà un’intesa tra le diverse fazioni e correnti interne. Di sicuro una giornata importante sarà martedì, quando Donatella Tesei andrà in Senato e incontrerà i vertici della Lega, in primis Matteo Salvini e Stefano Candiani dopo il punto fatto lunedì in Umbria. L’input che arriva da Roma (non solo dalla Lega, ma anche da tutti gli altri partiti) è quello di fare in fretta, perciò si potrebbe chiudere già questa settimana. In primis va chiarito il possibile schema: la Lega punterebbe nella trattativa a ottenere tre assessori, ma questo non potrebbe che avvenire a discapito degli alleati; ipotesi non delle più brillanti dato che c’è un consiglio regionale da governare.

I DOSSIER PIÙ URGENTI PER LA GIUNTA

Massimo cinque Lo statuto della Regione spiega che il numero massimo degli assessori è cinque (fino alla mannaia del governo Monti si poteva arrivare a un massimo di nove) più il presidente e che «deve essere garantita una presenza equilibrata di uomini e donne». Altre Regioni, come ad esempio l’Emilia Romagna, si sono inventate la figura del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale; una figura a metà strada tra giunta e consiglio ma che deve essere prevista dallo statuto. Al di là del voto dell’aula però, c’è l’opportunità politica: chi si imbarcherebbe in una avventura simile dando la sensazione di voler aggiungere posti per accontentare tutti? Per rimanere in tema di possibili polemiche, c’è il nodo delle dimissioni: Salvini a Perugia il giorno dopo il voto le ha chieste a quegli eletti che siederanno in giunta, suscitando brividi freddi. Chi si dimetterebbe rinunciando al seggio sicuro – conquistato a suon di voti e di euro – e quindi al paracadute in caso le cose in giunta non funzionassero? Il proposito sarà ribadito e, in caso, che faranno gli altri partiti?

LA MAXI PARTITA DELLE NOMINE: OLTRE 50 IN BALLO

Lo schema Valerio Mancini non sembra intenzionato e quindi per lui potrebbe esserci il ruolo di capogruppo. Dentro la giunta, con un curriculum adatto a maneggiare temi come ambiente e rifiuti, potrebbe esserci il ternano Daniele Carissimi. Il secondo posto in quota Lega potrebbe essere quello per Mister X, cioè il ‘tecnico’ (le scelte, in realtà, sono sempre politiche) da schierare nella delicatissima casella della sanità; alcuni, più che un tecnico, parlano di un politico leghista in arrivo dal Veneto e con lunga esperienza. Il nome, come emerso nella giornata di martedì, potrebbe essere quello di Luca Coletto, che a Umbria24 ha spiegato che sarebbe «onorato» di ricoprire questo incarico prestigioso. 

PARLA IL POSSIBILE ASSESSORE ALLA SANITÀ

I nomi Chi invece pensa a tre assessori fa i nomi di Mancini, di Paola Fioroni e di Carissimi. La seconda figura però cozzerebbe col fatto che nella squadra di Tesei potrebbe entrare il cugino Michele Fioroni, nome d’area in quota FdI la quale, secondo alcuni leghisti, dovrebbe farsi bastare la presidenza dell’assemblea ‘prenotata’ da tempo da Marco Squarta. Difficile, anzi impossibile, che il secondo partito della coalizione rinunci a schierare un suo uomo. E quindi si torna al più probabile schema a due anche perché, è bene non dimenticarlo, al di là delle numero di caselle contano molto anche le deleghe, tutte da disegnare; parafrasando l’immortale ipse dixit di Cuccia, gli assessorati non si contano, si pesano.

Dimissioni? Dentro, a meno di sorprese, dovrebbe esserci Paola Agabiti con annesso nodo dimissioni: al sindaco di Perugia Andrea Romizi, spiegano, non dispiacerebbero visto che al suo posto in consiglio potrebbe entrare Francesco Vignaroli, uno dei protagonisti di quel «Progetto Perugia» che molto ha fatto per la rielezione a valanga del sindaco. Anche dentro Forza Italia il dibattito è aperto: Roberto Morroni di togliersi il paracadute dalle spalle non ha alcuna intenzione mentre Forza Italia ha bisogno di più visibilità, cosa che un Morroni assessore non dimissionario non garantirebbe. Al partito infatti potrebbe toccare anche una delle tre presidenze di commissione, ma non avrebbe nessuno da piazzare; ecco perché, alla fine, in giunta potrebbe trovare posto il sindaco di Amelia Laura Pernazza. Al vertice della piramide però c’è la Lega: una volta sciolti i nodi su nomi, deleghe e dimissioni, il resto verrà di conseguenza anche perché gli assessorati sono solo cinque.

I tempi In tutto ciò, si discute anche di tempistiche. In Corte d’Appello vanno avanti le verifiche sui verbali consegnati ma, complice qualche piccolo intoppo burocratico (per esempio dati non completi o assenti), la proclamazione degli eletti dovrebbe arrivare non prima di venerdì o sabato. A quel punto, messo il ‘mattone’ fondamentale per dare il la alla nomina degli assessori, lunedì potrebbe esserci a Palazzo Donini il passaggio formale di consegne tra Fabio Paparelli e Donatella Tesei.

Twitter @DanieleBovi

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