di Mar. Ros.
«Il mese di maggio possiamo identificarlo come un mese di svolta. Non sono in grado di dire se sarà il mese della preadozione del piano socio-sanitario, ma sicuramente il mese di svolta per la discussione politica e per i punti di caduta e di sintesi sulle decisioni chiave». Così il segretario del Partito democratico dell’Umbria, Damiano Bernardini, incalzato sul tema da Umbria24 dopo la richiesta di confronto avanzata dal Pd di Terni.
«Il lavoro sul quale siamo impegnati e saremo impegnati nelle prossime settimane – spiega Bernardini – sarà quello di una discussione aperta e anche stringente sui contenuti, rispetto alle scelte che saranno cruciali poi sul piano sociosanitario; il Pd promuoverà momenti sia interni con segreteria regionale e segreterie territoriali con i nostri rappresentanti istituzionali, ma addirittura stiamo lavorando a un appunto appuntamento pubblico, un’iniziativa aperta sulla sanità in cui andremo a condividere quelle che sono le prospettive, gli obiettivi e anche le scelte coraggiose che vogliamo mettere in campo, perché il piano sociosanitario e la sfida che abbiamo di fronte non ci consente di prendere una fotografia dell’esistente e di farne una copia, applicando qualche filtro. Abbiamo bisogno di uno slancio formatore e coraggioso che possa consentire sostenibilità, rilancio sul medio lungo termine, quindi servizi più efficaci ai cittadini e risposte a tutti i bisogni che stiamo raccogliendo e che sono davvero diffusi e importanti».
Intervenendo sabato mattina a Terni, a un’iniziativa di Socialismo XXI proprio sul tema della sanità, il segretario Dem ha citato tre ospedali come quelli maggiormente meritevoli di investimenti per posizione geografica: Terni, Orvieto e Città di Castello, «quelli di confine con altri territori regionali». Rispetto a Terni, Bernardini dichiara: «Il nuovo ospedale di Terni rimane l’obiettivo principe di Questo piano sociosanitario, perché non è un obiettivo soltanto per Terni, ma è un obiettivo per la sanità regionale. Un nuovo ospedale a Terni può diventare una chiave, una porta di accesso alla sanità regionale per invertire anche la rotta rispetto alla mobilità passiva che dovrà tornare invece ad essere attiva e quindi l’Umbria attrattiva rispetto agli altri territori per i servizi sanitari innovativi e per le strutture di nuova generazione che saprà realizzare. Terni sarà il modello che garantirà il raggiungimento di questo obiettivo».
