La sede della Asl 2 a Terni

In attesa della presentazione del Piano sanitario regionale, spunta l’ipotesi che al suo interno vi sia l’accorpamento di Usl 1 e 2 con sede unica a Foligno. Ad attaccare duramente la giunta Proietti sul tema è il consigliere leghista Enrico Melasecche che parla di «ennesimo schiaffo a Terni da parte della sinistra. Davvero si vuole togliere la sede dell’Usl dalla città per accentrarla a Foligno? Sarebbe un colpo durissimo non solo sul piano sanitario, ma anche economico, occupazionale e istituzionale. Il Campo largo sta letteralmente scavando la fossa alla città, trattata ormai come merce in vendita, tanto al chilo». Lo stesso ha annunciato un’interrogazione urgente per fare luce sulla vicenda e capire dalla presidente Proietti se le indiscrezioni sono confermate.

Ma non è solo dall’opposizione che arrivano richieste di lumi. L’ipotesi di un’Azienda sanitaria locale unica, con sede in provincia di Terni, ha scatenato anche la reazione di Leopoldo Di Girolamo e Carlo Emanuele Trappolino, rispettivamente segretario del Pd Terni e segretario provinciale che, in una nota, lasciano trasparire l’assenza di confronto interno agli organismi politici a vari livelli. Il loro appello infatti è rivolto alla segreteria regionale del partito democratico stesso. «L’adesione alle scelte matura nella partecipazione e nel confronto. Perché una decisione, per essere davvero condivisa, ha bisogno di radici comuni e di crescere nel dialogo. Senza partecipazione e confronto non c’è responsabilità collettiva e si rischiano scelte poco comprensibili e conflitti irriducibili. Quando le scelte riguardano il futuro delle politiche sanitarie, questo assume un valore ancora più profondo. Un valore che una comunità politica come il Partito Democratico deve custodire gelosamente e praticare con impegno, rigore e coerenza».

Nello specifico, sull’Asl unica, i due dichiarano: «Siamo portati a pensare che la notizia sia priva di fondamento, sia perché un progetto simile non fa parte dei programmi e dei progetti condivisi e con cui ci siamo presentati alle elezioni, sia per almeno un paio di considerazioni. La prima è che le esperienze regionali che fino ad ora hanno tentato di adottare questa scelta hanno dovuto introdurre sostanziali correttivi in ragione di esiti incerti, che hanno manifestato profili di disfunzionalità, diseconomie ed inefficienza dei servizi. La seconda è che l’accorpamento interverrebbe in un sistema ancora in sofferenza nel momento in cui si iniziano a vedere i primi frutti delle misure di rafforzamento dei servizi intraprese dalla giunta Proietti».

«Quello che auspichiamo – scrivono Trappolino e Di Girolamo – è che il Pd Umbria si faccia carico, da subito, di un doveroso e urgente confronto sul futuro della sanità regionale, affinché il Pd sia messo nelle condizioni di portare un proprio contributo alle scelte che incideranno sull’orizzonte di vita delle nostre comunità. Perché la politica non si fa solo per delega, ma ha bisogno di nutrirsi di momenti di analisi, elaborazione e partecipazione. Perché abbiamo bisogno di praticare politiche che siano a misura di territorio e che sappiano guardare oltre l’ingegneria istituzionale per affrancare e tutelare storie, esigenze, istanze dei luoghi con maggiore fragilità o con opportunità da cogliere. Da parte nostra, siamo impegnati per mettere a terra il lavoro di elaborazione di un documento provinciale e cittadino, col prezioso contributo del forum, sui temi del futuro del servizio socio-sanitario regionale, su cui abbiamo lavorato per settimane avendo cura di allargare partecipazione e confronto. Siamo a disposizione per ospitare a Terni un momento di dibattito a livello regionale per poter arricchire la discussione e condividere le scelte».

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