Palazzo Donini sede della giunta regionale

di Daniele Bovi

Dalla casa di riposo «Andrea Rossi» a Umbria jazz, dall’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea alle case popolari gestite da Ater, dal Teatro stabile dell’Umbria fino all’Agenzia forestale, Gepafin, Umbraflor, l’aeroporto e non solo. Il 2020 per la nuova giunta e il nuovo consiglio regionale sarà un anno particolarmente importante anche perché si giocherà una partita chiave come quella delle nomine in partecipate, enti, fondazioni e così via. In ballo infatti tra consigli di amministrazione, amministratori unici, collegi sindacali e dei revisori dei conti ci sono oltre cinquanta nomine e per tutte, tranne pochissimi casi, sono previste delle indennità. Le più pesanti, cioè quelle che competono direttamente al presidente e alla giunta, sono almeno una decina: entro due mesi dall’insediamento la giunta dovrà scegliere l’amministratore unico dell’Agenzia forestale e i due membri del consiglio di amministrazione di Ater.

I DOSSIER URGENTI E I COSTI CHE POTREBBERO LIEVITARE

I posti pesanti Entro il 30 aprile c’è da rinnovare il cda della Fondazione Umbria jazz mentre entro l’11 l’amministratore unico di Umbraflor. A marzo invece vanno depositate le candidature per i tre posti del cda di Gepafin, la finanziaria partecipata al 49% dalla Regione (le restanti quote sono nelle mani di alcune banche, nazionali e locali). A maggio va scelto l’amministratore unico di Villa Umbra di Pila, la scuola che si occupa essenzialmente di attività formative rivolte ai dipendenti pubblici. Più in là, a novembre, bisognerà mettere le mani al cda del Teatro stabile dell’Umbria. Un po’ prima, in estate, toccherà all’amministratore unico del Parco tecnologico 3A e al cda di Sase, il cui mandato questa estate è stato rinnovato fino all’approvazione del bilancio 2019. Centrale poi, con gli stessi tempi, la scelta del numero uno di Sviluppumbria, l’agenzia che ha un ruolo di primo piano per quanto riguarda le politiche economiche.

Le nomine Tra i ruoli di minor peso invece, che saranno votati dal consiglio regionale, ci sono il membro del consiglio di amministrazione della casa di riposo «Andrea Rossi» di Assisi e quello della «Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute». In seconda fila può poi essere annoverata la trentina di posti a disposizione per quanto riguarda revisori dei conti e collegi sindacali di tante e diverse realtà: si va dall’Ater al Teatro stabile, dal Centro pari opportunità al presidente del Consorzio (in liquidazione) Flaminia Vetus, dall’Ente parco Monti Sibillini ai revisori delle due Camere di commercio, dal collegio sindacale di Usl 1 e Azienda ospedaliera di Perugia fino ai presidenti del collegio dei revisori dei tre Ambiti territoriali di caccia. In ballo anche un componente del collegio sindacale del gruppo Grifo, i tre membri del cda dell’Isuc e i tre revisori dei conti di Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente il cui direttore generale, Walter Ganapini, andrà in scadenza tra pochi giorni, cioè a fine novembre. Quel che è certo è che tirata una riga si avrà un nuovo quadro di un pezzo di potere regionale.

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.