di Mattia Farinacci
Un vero e proprio stravolgimento quello che ha coinvolto la Ternana nel corso del mercato estivo. Una rivoluzione necessaria e forse anche auspicata, in virtù dei risultati ottenuti nella scorsa stagione. In merito alla chiusura del mercato e alle nuove politiche societarie, il ds Capozucca ha voluto riavvolgere il nastro e fare il punto della situazione nella conferenza alla vigilia di Ternana-Bari. «Il progetto della società, con un nuovo presidente, è quello di abbassare l’età della squadra e di rinnovarla, garantendo l’obiettivo minimo della salvezza. Lo vogliamo fare con un allenatore che è al centro del progetto, si va avanti con questa linea. Una linea che abbiamo sposato tutti e penso che raccoglieremo frutti perché le prestazioni ci sono state, c’è solo il rammarico di non aver raccolto punti».
Capitolo mercato È un Capozucca a cuore aperto quello che interviene in conferenza, rivelando retroscena di mercato e obiettivi sfumati: «Il budget che abbiamo ora non è quello che aveva la Ternana l’anno scorso. C’è stato un ridimensionamento finanziario. Tuttavia i giovani che ci abbiamo preso sono tra i migliori nel panorama calcistico italiano. Se ci sono stati errori nelle scorse partite non li hanno fatti di certo i giovani. L’obiettivo è la salvezza e penso che possiamo riuscirci. Il mercato è stato rivoluzionario ma non totalmente, lo sarebbe stato se si fosse concretizzato lo scambio con il Brescia: due calciatori dovevano trasferirsi da loro ma non se n’è fatto nulla. Volevo prendere Kourfalidis, però gli agenti fanno i propri interessi e io non sto al loro gioco, mi dispiace per lui. In settimana sopperiremo al suo mancato arrivo. Avevo ricevuto delle offerte per Corrado e Diakitè, ma noi non siamo un supermercato. Il presidente mi ha dato carta bianca. Sono rimasti perché non c’erano le condizioni per andar via. Hanno anche ricevuto pressioni per andare via. Ci sono i cosiddetti intermediari che vogliono guadagnare e mettono pressioni al giocatore. Corrado ha un procuratore che gli ha detto che non c’erano le condizioni per andar via, con la Ternana c’è un progetto di salvezza e poi di costante e progressivo miglioramento negli anni. Il mio pallino era un 2004 del Torino: Gineitis, c’erano tutte le possibilità per prenderlo all’inizio. Alla fine però Juric mi ha chiamato e mi ha detto che non lo avrebbero ceduto; prenderemo un altro centrocampista, una mezzala. Non saranno né Gastón Pereira né Zanellato».
Le parole del mister Il direttore si è pronunciato anche su alcune dichiarazioni pronunciate dal mister nel dopo partita di Ternana-Cremonese: «Io quando sono arrivato Lucarelli era già a Cascia. Non ho contattato nessun allenatore. Probabilmente il mister ha fatto certe dichiarazioni anche a causa del nervosismo delle partite perse. Con il Catanzaro mi stavo arrabbiando per il pareggio, figuriamoci per la sconfitta. Anche Ballardini si è complimentato per la nostra prestazione di mercoledì. Riconosco il valore umano di Lucarelli».
La Ternana del futuro Ragionamenti societari che vanno fatti anche in chiave futura, valutando quella che sarà la Ternana alla fine del campionato e i prossimi passi da compiere: «Saremo una scatola vuota a fine anno e sarà un problema; la primavera deve fare un lavoro importante. Abbiamo preso giocatori interessanti e per questo dobbiamo lavorare ‘dietro’. Dobbiamo organizzare il progetto di scouting, la Ternana è ancora tutta da organizzare. Non penso alla retrocessione. È un messaggio sbagliato e si trasmette poi agli altri. Io non penso a un piano b».
Mercato in uscita Prima del consistente mercato in entrata, la Ternana ha ceduto giocatori fuori dal progetto tecnico, con contratti pesanti non più compatibili con la nuova politica societaria o desiderosi di cambiare aria. La prima cessione (e anche la più remunerativa) è stata quella di Partipilo (145 presenze, 44 gol e 34 assist), alla quale sono seguite quelle di Di Tacchio (36 presenze e 1 gol), Ghiringhelli (41 presenze e 1 gol), Palumbo (193 presenze e 15 gol), Martella (53 presenze, 2 gol e 2 assist), Donnarumma (54 presenze, 16 gol e 6 assist), Pettinari (62 presenze, 11 gol e 6 assist), Agazzi (55 presenze, 1 gol e 4 assist), Rovaglia (4 presenze e 1 gol), Bogdan (30 presenze, 1 gol e 1 assist), Ferrante (53 presenze e 9 gol), Capanni (20 presenze e 1 gol) e Ndir. Oltre alle cessioni in prestito o a titolo definitivo si aggiungono le rescissioni contrattuali di capitan Defendi (7 stagioni, 218 presenze e 13 reti), Damian (52 presenze e 3 gol) e Furlan (144 presenze, 15 gol e 1 assist).
Nuovi rossoverdi Contestualmente alle numerose operazioni in uscita, il nuovo ds rossoverde Capozucca, esperto scout e grande conoscitore di calcio, ha effettuato un corposo mercato in entrata, cambiando radicalmente il volto della squadra, affidandola a un mix di giocatori navigati e pronti per la categoria e giovani di grande prospetto e talento. Nella prima categoria rientrano sicuramente i vari Casasola, Luperini, Labojko, Mantovani, Dionisi, Vitali e Favilli. Più di prospettiva i colpi Brazao, Favasuli, Lucchesi, Distefano, Raimondo, Marginean, Travaglini, Pyyhtia e ‘Txus’ Alba Ramos dal Barcellona. Ben 16 colpi in entrata che hanno il compito di non far rimpiangere le pregiate ma inevitabili cessioni come quelle di Partipilo e Palumbo, a lungo trascinatori tecnici della squadra. Sugli esiti di questo mercato, ai posteri l’ardua sentenza.
