Per la vicenda stadio-clinica la famiglia Rizzo passa alle vie legali e si affida all’avvocato Manlio Morcella. A comunicarlo direttamente la proprietà della Ternana con una nota nella quale spiega che «il professionista, che svolgerà il ruolo di coordinatore del collegio difensivo ancora in via di definizione, rappresenterà la famiglia sul territorio, pure regionale». Nel comunicato viene posto l’accento sulla centralità del progetto «per la sopravvivenza della società Ternana calcio». Intanto l’amministrazione comunale “rompe il silenzio” e affida a una nota alcune considerazioni rispetto all’udienza al Tar dello scorso 18 novembre.
La nota della famiglia Rizzo «In particolare, il legale dovrà accertare le cause ed i profili di eventuale responsabilità in ordine all’attuale blocco della realizzazione del progetto stadio-clinica e, nell’un tempo, dovrà pure verificare la possibilità della bonaria composizione della vicenda, per come si augura la città e la tifoseria», si legge nella nota che poi prosegue: «Com’è noto, la famiglia ha rilevato le quote del club, perché rassicurata dalla parte venditrice e dal Comune circa la sicura fattibilità del progetto stadio-clinica e, meglio, sulla certa legittimità dell’iter amministrativo di supporto alla iniziativa industriale: iter contestato solo di recente dalla Regione, dopo un lunghissimo silenzio che appariva rivelatore di ben altro convincimento. Per dovuta chiarezza nei confronti di tutti, tifoseria in primis, deve essere aggiunto che la denunciata situazione di stallo si riflette in modo oltremodo negativo sulla stessa sopravvivenza della società Ternana calcio, già trovata, all’ insaputa della famiglia Rizzo, in condizioni di estrema criticità per effetto delle precedenti gestioni».
«Progetto legato alla sopravvivenza della Ternana» «Per la inscindibile connessione che lega la realizzazione del progetto stadio-clinica alla sopravvivenza della società Ternana calcio – continua il comunicato -, realizzazione del progetto oggi non più scontata e sicuramente in una fase di stallo con eventuali tempi di risoluzione ormai non certi, la Famiglia Rizzo, che ha già immesso ingenti somme di liquidità nelle casse del club, anticipa sin d’ora che tramite i propri Avvocati assumerà ogni iniziativa utile a tutelare i propri interessi e quelli della società Ternana calcio in ogni sede opportuna. Auspica, comunque, una immediata assunzione di responsabilità da parte delle precedenti gestioni e delle istituzioni».
Le precisazioni del Comune di Terni Palazzo Spada intanto “rompe il silenzio” e in una nota scrive: «L’amministrazione comunale di Terni in merito a quanto verificatosi nella udienza preliminare al Tar del 18 novembre ha finora mantenuto riserbo e silenzio per un senso di responsabilità e nell’ottica di lavorare nelle migliori condizioni alla risoluzione di una vicenda particolarmente sentita e rilevante per la città quale quella dello stadio-clinica. A fronte delle ricostruzioni fuorvianti registrate in queste ore e delle dichiarazioni non corrispondenti alla realtà, l’amministrazione comunale intende precisare quanto segue: è stata la Regione dell’Umbria a impugnare la determina comunale che sancisce il superamento delle prescrizioni della conferenza dei servizi del 2022; la mattina del 18 novembre sono stati i legali della Regione a chiedere il non esame della sospensiva. Il Comune di Terni ha preso atto in quanto ha tutto l’interesse a mantenere l’efficacia di un atto che di fatto autorizza la realizzazione dello stadio e della clinica, due infrastrutture fondamentali sia nell’ottica della dotazione di impianti sportivi moderni che del riequilibrio dei posti letto della sanità privata regionale; in sede di Tar non è in discussione la legalità degli atti ma casomai la loro legittimità. Non si tratta di una questione formale ma sostanziale in quanto mai nessun atto è stato assunto dal Comune di Terni in maniera arbitraria; il Comune di Terni è profondamente convinto che in sede di valutazione di merito, il 27 gennaio, le ragioni della città prevarranno in quanto la determina dirigenziale è un atto conseguenziale alla conferenza decisoria e alle successive deliberazioni della Regione stessa che ha messo a disposizione nel 2023 80 posti letto; è stato il Comune di Terni a chiedere la prima data utile – il 27 gennaio – per entrare nel merito del ricorso della Regione, in quanto è interesse del Comune non perdere ulteriore tempo dato che l’attuale stadio è vetusto e, a breve, potrebbe avere problemi a superare le nuove certificazioni di stabilità statica. Il passare del tempo, inoltre, rappresenta un danno, oltre che per la città di Terni, per gli investitori che da mesi sono pronti a finanziare un’opera per un importo di decine di milioni di euro e che hanno quantificato che ogni giorno di ritardo comporta in una perdita di 80 mila euro al giorno».
