Giovanni Valdambrini

di Barbara Maccari

È una primavera movimentata quella che sta vivendo il Partito democratico di Umbertide: il coordinamento comunale perde i pezzi ed è sempre più scontro tra l’ala dei ‘giuliettiani’ e quella dei ‘guasticchiani’. L’accordo, che le due parti avevano trovato per l’elezione a sindaco di Marco Locchi nel 2014, sembra essere saltato.

Dimissioni Il segretario del Pd di Umbertide, Giovanni Valdambrini, ha appreso solo dai social delle dimissioni dei 12 (il numero è ancora da verificare) membri dal Coordinamento comunale: «Nessuno ha comunicato a me, né agli altri membri, o alla segreteria la decisione, l’abbiamo appresa da altre fonti, per altro come già successo con le scorse dimissioni degli altri 4 consiglieri. In linea, del resto, con l’impegno che i dimissionari hanno profuso nell’organismo del quale facevano parte, non hanno quasi mai partecipato a nessuna attività del partito».

Motivazioni Pressoché sconosciute al segretario le motivazioni del gesto: «Apprendiamo, sempre da fonti esterne, che ci sarebbero alcuni ‘nodi irrisolti’ alla base di questa scelta: il centro culturale islamico (in relazione al quale c’è stata una variante approvata all’unanimità dal consiglio comunale nel 2010, anche con la finalità di realizzare il centro per ragazzi disabili e un’asta pubblica per la vendita del terreno; il progetto è stato presentato nell’aprile 2015 e approvato nel luglio dello stesso anno), l’area ex fornace (progetto risalente alla legislatura 1999-2004), la centrale a biomasse di Pian d’Assino (progetto presentato nell’aprile 2013). Ora, sui primi due argomenti nessuno dei dimissionari ha mai proferito verbo nelle occasioni in cui se ne è parlato nel coordinamento comunale, mentre con riferimento al terzo la questione diventa davvero imperscrutabile, visto che la posizione di contrarietà del PD di Umbertide era stata chiarissima ed unanime al riguardo e si era altresì formalizzata in un ordine del giorno votato all’unanimità in consiglio comunale».

Lasciare la poltrona Valdambrini è passato poi al contrattacco: «Se effettivamente ci fosse disaccordo sulle ‘grandi scelte ‘politico-amministrative’, chi dei 12 dimissionari ricopre ruoli amministrativi in Giunta e nel consiglio comunale dovrebbe trarne immediatamente le conseguenze e dimettersi anche da questi ultimi incarichi, anticipando così la conclusione di un’esperienza amministrativa – quali che siano poi gli sviluppi politici – che vedrebbe invece la sua naturale conclusione nel 2019. Se questo non avvenisse, il carattere opportunistico e strumentale di queste dimissioni acquisterebbe una solare evidenza».

Guerra interna Il bersaglio numero uno di Valdambrini, ma anche del sindaco Marco Locchi (vicini politicamente alla figura dell’onorevole Giampiero Giulietti), è Marco Vinicio Guasticchi: «Molto più prosaicamente, i dimissionari sembrano in realtà legati a doppio filo al consigliere regionale Guasticchi, che non più tardi di qualche giorno fa ha preso una posizione nettamente in contrasto – e sostanzialmente sovrapponibile a quella delle forze politiche di opposizione – con l’amministrazione comunale sul tema del centro culturale islamico. Quelle di cui parliamo sembrano molto più semplicemente dimissioni ad orologeria, dal sapore molto opportunistico, più che su temi particolari».

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