Una donna vittima di violenza (©️Fabrizio Troccoli)

Cresce in Umbria il numero delle donne che si rivolgono in prima persona al numero verde anti violenza e stalking 1522: le chiamate effettuate direttamente dalle vittime sono passate dalle 200 del 2023 alle 220 del 2024, fino a raggiungere quota 270 nel 2025, segnando un incremento del 35 per cento nell’arco del triennio.

I numeri Il dato emerge dall’ultimo report pubblicato nelle scorse ore dall’Istat; l’analisi dei volumi territoriali mostra una dinamica specifica per la regione, dove a fronte di una flessione dei contatti totali – passati dai 573 del 2024 ai 499 del 2025 – si registra un progressivo aumento delle richieste d’aiuto dirette. Nel corso del 2025 c’è stata infatti un’inversione di tendenza rispetto al biennio precedente: se nel 2023 e nel 2024 la maggioranza delle segnalazioni umbre proveniva ad esempio da familiari, amici o conoscenti, nell’ultimo anno le chiamate effettuate direttamente dalle vittime hanno rappresentato la maggioranza assoluta, pari al 54,1 per cento del totale regionale.

Il 2023 Dall’esame storico dei trimestri spicca inoltre il picco registrato negli ultimi tre mesi del 2023, quando le chiamate totali dall’Umbria toccarono quota 216 e quelle delle vittime raggiunsero le 88 unità; un rialzo straordinario riscontrato anche su scala nazionale, coincidente con la forte attenzione mediatica e sociale sollevata dal femminicidio di Giulia Cecchettin.

In Italia A livello nazionale, il bilancio dell’intero 2025 traccia un quadro complessivo di 72.410 contatti arrivati al 1522, dei quali 61.303 giudicati validi; all’interno di questo bacino, le persone che hanno dichiarato esplicitamente di essere vittime di violenza o stalking sono state 25.970. La richiesta d’aiuto da parte di chi subisce abusi costituisce la motivazione principale di contatto, con il 42,3 per cento delle chiamate valide; seguono le comunicazioni non pertinenti alla missione del servizio, pari al 24,5 per cento, e i contatti per richiedere informazioni sul funzionamento della linea, attestati al 13,8 per cento.

Violenza domestica e relazionale I numeri dell’Istituto confermano poi la matrice prevalentemente domestica e relazionale dei maltrattamenti: nel 43,7 per cento dei casi l’aggressione o il sopruso si consuma tra le mura domestiche della vittima. Tra i responsabili indicati figurano in primo luogo i coniugi, segnalati nel 21,9 per cento delle schede; seguono gli ex partner con il 13,1 per cento, i partner attuali con il 10,6 per cento e i genitori con il 10,4 per cento. Per quanto riguarda le tipologie di abuso, la violenza psicologica si conferma la forma principale dichiarata dal 36,1 per cento delle donne, seguita dalle aggressioni fisiche, dagli atti persecutori e dalle minacce; le vittime riferiscono in media due forme simultanee di maltrattamento, a testimonianza della natura complessa del fenomeno.  La violenza risulta inoltre condotta in modo continuativo nel tempo: il 36,5 per cento delle persone interpellate dichiara di subire angherie da anni e il 19,6 per cento da diversi mesi.

Assistenza e tutela Sul piano dell’assistenza e della tutela, il servizio 1522 funge da primo snodo per la rete territoriale: il 68,4 per cento delle vittime è stato indirizzato e trasferito ai centri antiviolenza (qui la mappa di quelli presenti in Umbria, dove pochi giorni fa è stato attivato anche il Codice rosa) o ai servizi specializzati locali. Permane invece un valore contenuto sul fronte delle azioni giudiziarie: solo il 9,6 per cento delle donne che hanno contattato la linea ha avviato o formalizzato una denuncia alle forze dell’ordine, mentre il 43,6 per cento dichiara esplicitamente di non aver denunciato. Infine, il report evidenzia l’impatto del fenomeno sui minori all’interno del nucleo familiare: il 37,3 per cento delle vittime del 2025 ha figli e, tra queste, il 59,0 per cento riferisce che i minori assistono direttamente agli episodi di violenza domestica, mentre in un ulteriore 18,6 per cento dei casi i figli sono soggetti sia a violenza assistita sia ad abusi diretti.