
di Ivano Porfiri
L’Italia come la Tunisia di Ben Ali, pronta a una rivoluzione democratica. E’ l’ottica con cui si apre ad Assisi il Campo Antimperialista 2012, dedicato quest’anno alla memoria di Angelo Di Carlo, l’operaio disoccupato che è morto dopo otto giorni di agonia per essersi dato fuoco davanti a Montecitorio.
Dedica a Di Carlo Proprio il caso di Di Carlo si avvicina, secondo l’ottica del leader del Campo, Moreno Pasquinelli, all’innesco della Primavera araba che in Tunisia partì dall’ambulante M0hamed Bouazizi, che si uccise allo stesso modo nel dicembre 2010. «Speriamo che a bruciare sia Monti e mai più un operaio o un piccolo artigiano», afferma Pasquinelli. Contro il «governo delle banche» si scaglia a più riprese nel corso della presentazione del Campo, in programma dal 23 al 26 agosto.
Il programma del Campo Il programma della manifestazione prevede tre sessioni dedicata ciascuna a un paese al giorno: giovedì 23 (Tunisia alle 10, Libia alle 15.30, Siria alle 21), venerdì 24 (Grecia, Palestina ed Egitto agli stessi orari), sabato 25 (Iran, Bahrein e «Le primavere arabe»), per finire domenica con una tavolarotonda mattutina alle 10 sulla «Crisi italiana e dell’Unione europea» con ospiti del Movimento dei forconi siciliano, dei Pastori sardi, dei No Tav.

I personaggi Ospiti clou saranno l’ex leader dell’Ucoii Hamza Piccardo che parlerà della situazione in Libia; Haitham Manna, presidente del Coordinamento siriano per il cambiamento democratico; Ali Fayad, parlamentare libanese tra i fondatori di Hezbollah e Mohammed Dehshiri dell’università di Tehran che parleranno delle Primavere arabe sabato sera.
Medio Oriente «Noi che siamo stati inclusi nella ‘black list’ degli amici dei terroristi secondo gli americani, parleremo della situazione in Siria – dice Pasquinelli – dove sta accadendo che le forze occidentali stanno supportando con armi e uomini infiltrati forze terroristiche che cercano di abbattere un regime sì tirannico ma che rispettava le minoranze e i diritti delle donne. Gli stessi paesi altrove, come in Bahrein, sostengono una dittatura che schiaccia il dissenso».
Invitati il vescovo e Goracci Tra gli ospiti invitati al campo, in attesa di risposta, ci sono il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino («sulla Siria ha parlato nella sala del consiglio comunale e ha fatto un discorso molto coraggioso»), ma anche Orfeo Goracci («sull’inchiesta che lo riguarda abbiamo già parlato: Orfeo è uno che ha tenuto testa ai poteri forti e hanno voluto colpirlo per questo, al di là dei reati per quelle cose dovrebbero arrestare il 90% dei politici italiani»).
Gli anarchici e la procura «La procura di Perugia si è dimostrata in questi anni una di quelle di punta per le inchieste sull’antagonismo sociale. Nel caso dei libici, in carcere per un anno senza motivo, si è trattato di un’inchiesta scandalosa. Per ciò che riguarda i recenti arresti nella galassia anarchica, senza entrare nel merito, cosa hanno fatto? Alcuni di loro solo qualche scritta sui muri e manifestazione contro precedenti arresti: c’è una sorta di fumus persecutorio perciò esprimiamo solidarietà pur non condividendo le idee anarchiche. Diverso il discorso di Genova, dove c’è una rivendicazione per un gesto criminale di una sigla ben specifica. Noi non riteniamo la via della lotta armata per cambiare la società né per risvegliare le masse: la situazione non è matura».
