Passa per una mozione del centrodestra la ferma opposizione dei consiglieri comunali di Orvieto all’ampliamento della discarica ‘Le Crete’, che prevede un incremento di circa 350.000 metri cubi.
Nell’atto, i gruppi Civitas, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sottolineano denunciano che il territorio locale ha già sopportato un carico ambientale eccessivo per decenni e criticano la Regione Umbria per aver avviato un nuovo iter autorizzativo, a loro avviso in contrasto con le politiche di riduzione dei rifiuti. A tal proposito, date le procedure avviate dall’esecutivo precedente, gli esponenti di centrodestra sostengono che non esistono obblighi legali pregressi per procedere e nella mozione citano una sentenza del Tar che definirebbe l’attuale fase come una scelta politica autonoma della giunta regionale.
Con l’atto chiedono al sindaco di Orvieto Roberta Tardani di avanzare a Palazzo Donini formale istanza di diniego all’autorizzazione chiesta della società Orvieto Ambiente S.r.l., che gestisce la discarica ‘Le Crete’, per proteggere – scrivono – la comunità e l’integrità del paesaggio orvietano. Infine, si sollecita un confronto istituzionale per promuovere una gestione dei rifiuti che favorisca il riciclo e il recupero anziché il semplice conferimento in discarica. E proprio sul ciclo dell’immondizia nelle ultime ore si susseguono le prese di posizione. «La Giunta Proietti vuole trasformare Orvieto nella pattumiera dell’Umbria per coprire le fallimentari politiche di gestione dei rifiuti dell’assessore De Luca, ma noi non glielo permetteremo – dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc). L’assessore De Luca prova a raccontare che la responsabilità di questa situazione sarebbe da ricercare nelle precedenti amministrazioni. Sono solo bugie di chi è incapace di riconoscere il proprio fallimento. Viene sancito dal Tar che gli atti di programmazione regionale non costituiscono un titolo autorizzatorio automatico e che la Regione ha legittimamente esercitato la propria discrezionalità tecnica nell’archiviare la richiesta di ampliamento, in quanto spetta proprio alla Regione distribuire le volumetrie pianificate sulla base delle esigenze del
sistema che, secondo i progetti del centrodestra, doveva portare alla realizzazione del termovalorizzatore entro il 2029. Quel progetto è stato bloccato e la Regione deve elaborare un nuovo piano per definire dove finiranno i rifiuti umbri e quali soluzioni intende mettere in campo. L’assessore chiarisca ai cittadini quale sia la prospettiva, perché oggi sul futuro della gestione dei rifiuti umbri regna una preoccupante incertezza. De Luca dovrebbe spiegare agli umbri che fine hanno fatto tutte le promesse sull’economia circolare, sul superamento delle discariche e sulla trasformazione dei rifiuti in idrogeno. Progetti annunciati come rivoluzionari che, ad oggi, non hanno prodotto una soluzione concreta e immediatamente applicabile al problema dello smaltimento».
A tornare sull’argomento del piano rifiuti è anche il consigliere comunale del M5s a Terni, Claudio Fiorelli. «Rassicuro il sindaco Bandecchi -scrive – che preferisco ancora occuparmi di salute pubblica come medico e impegnarmi in politica per il bene dei cittadini. Le offese personali, le battute sul darsi al giardinaggio e peggio ancora le calunnie rispetto l’etica e l’onestà morale del Movimento 5 Stelle dentro cui si rifugia quando si trova a corto di argomenti politici ed economici, cioè praticamente sempre, non mi toccano. Ma la mistificazione e il totale rovesciamento della realtà a un certo punto devono finire. La tassa sui rifiuti sta diminuendo in tanti comuni dell’Umbria, mentre a Terni, con la sua amministrazione, è destinata inesorabilmente a salire. L’unico modo per fare cassa sembra quello di bruciare tutti i rifiuti dell’Umbria nell’inceneritore di Terni, dove evidentemente per questo genere di attività non sussisterebbero quelle criticità su cui i consiglieri della sua maggioranza, appoggiati da quelli di centrodestra, hanno alzato un polverone a proposito di uno dei possibili siti dove sorgerà il nuovo ospedale di Terni. Che si metta d’accordo Bandecchi con la sua maggioranza: questo inceneritore inquina oppure no? Perché se inquina al punto da non poter costruire un ospedale vicino, che poi tanto vicino non è, non si capisce come la priorità assoluta del sindaco possa essere quella di farlo funzionare a pieno regime, bruciandoci i rifiuti di tutta la regione».
«Ci spieghi, poi, il sindaco – prosegue Fiorelli – dove sono finiti i soldi incassati da Asm. Visto che Bandecchi ama autoproclamarsi grande esperto di economia aziendale, ricordo che nel 2025 l’Asm ha registrato un utile netto di 5,8 milioni di euro e il Comune di Terni ne ha incassati ben 1,65 milioni. Se la gestione dei rifiuti è in sofferenza e si paventano aumenti per i cittadini, sorge spontanea una domanda: perché questa amministrazione, invece di piangere miseria, non decide di utilizzarli per calmierare le tariffe a beneficio dei ternani? Non sarà che preferiscono incassare i dividendi e lasciare le bollette salate sulle spalle di famiglie e imprese? La difesa d’ufficio che il sindaco ha fatto dell’inceneritore non più tardi di ieri al Cal, svela finalmente il suo reale disegno politico: trasformare Terni nel polo d’incenerimento dell’intera Umbria. Altro che sfruttamento energetico. Altro che sindaco con la valigia sempre in mano, inseguendo il miraggio di trasformare Terni come Dubai. La realtà è ben diversa. Abbiamo le tasse comunali al massimo storico. Le strade della nostra città sono completamente distrutte e piene di buche. Al sindaco consiglio un buon bagno di realtà, visto che i suoi slogan iniziano a fare acqua da tutte le parti».
