All’indomani delle polemiche orvietane per l’ampliamento della discarica ‘Le Crete’, è alla riunione del Consiglio autonomie locali che il tema dei rifiuti è tornato a far discutere. In particolare, lo scontro politico, nella giornata di mercoledì, si è acceso sul nuovo piano proposto dalla Regione Umbria.
A margine del confronto odierno, in una nota il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha dichiarato: «La nuova proposta di legge regionale mette ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini. La sinistra – afferma il presidente della provincia – è un’accozzaglia di demagogia; mette ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini, non sfruttando la grande risorsa energetica dei rifiuti. La sinistra – prosegue – non è più quella che guarda il cittadino, l’operaio ma una accozzaglia di demagogia che, sfruttando la storia, frega quotidianamente oggi i propri elettori, parlandogli in un modo durante la campagna elettorale e agendo in maniera totalmente differente nella gestione del potere. L’incapacità politica imprenditoriale, statistica ed evolutiva sono totalmente azzerate da una cultura demagogica mai volta al benessere del cittadino – accusa -, preparandolo sempre ad una decrescita felice, dove la forma sostituisce la sostanza. Anche oggi il centro e il centrodestra hanno provato a stimolare l’assessore De Luca verso dei ragionamenti costruttivi ma la demagogia ha vinto. Invito i cittadini a pensarci bene, la prossima volta, prima di votare a sinistra».
A detta del Movimento Cinque stelle però, dietro le parole di Bandecchi si celerebbe la sua volontà di bruciare la mondezza di tutta l’Umbria a Terni, mentre la riforma De Luca vorrebbe dire stop a inceneritori e discariche. «La verità è finalmente sotto gli occhi di tutti – argomentano il consigliere del M5s di Terni Claudio Fiorelli e il gruppo territoriale del Movimento -: dietro agli attacchi di Stefano Bandecchi contro la nuova proposta di legge regionale sui rifiuti e contro l’assessore De Luca, si nasconde una precisa e inaccettabile intenzione del sindaco di Terni e presidente della Provincia. Davanti a tutti i membri del Cal, Bandecchi ha detto chiaramente di voler bruciare la mondezza di tutta la regione a Terni, confermando questa volontà anche nel comunicato stampa, edulcorato dietro la retorica del mancato sfruttamento energetico dei rifiuti. È proprio per questo che oggi attacca l’assessore De Luca che, come noto, sta portando avanti una riforma coraggiosa e innovativa nella gestione dei rifiuti, pensata per dire definitivamente basta alla stagione degli inceneritori e ai nuovi ampliamenti delle discariche. Una svolta che punta con decisione su economia circolare, riciclo, riuso e sul massimo riutilizzo della materia, per tutelare la salute dei cittadini e valorizzare il territorio umbro».
E nel dibattito, da consigliere del Cal in rappresentanza del Comune di Terni, ecco anche Claudio Batini di Alternativa popolare-Dimensione Bandecchi. «La combinazione tra la contrapposizione ideologica tra salute e lavoro e le pesanti stangate su energia e tariffe rifiuti rischia di produrre un solo effetto concreto: desertificare il tessuto industriale ternano e spingere l’Ast verso il baratro della chiusura definitiva. I provvedimenti su piano energetico e rifiuti certificano la totale miopia politica del Movimento 5 Stelle e della sinistra regionale, che stanno riproponendo a Terni lo stesso identico copione già sperimentato a Taranto: soffocare l’attività industriale con l’ideologia per poi strangolare l’acciaieria e l’intero indotto quadruplicando i costi di smaltimento e tassando ogni processo produttivo»..
«Mentre la narrazione ufficiale parla di ecologia da salotto – prosegue Batini -, il risultato pratico sarà la fuga degli investimenti, l’esplosione delle bollette a carico dei cittadini e la messa a rischio di migliaia di posti di lavoro. Rivolgo un appello fermo e chiaro a tutte le forze sindacali: serve fare fronte comune immediatamente a difesa dei lavoratori, dell’occupazione e della vocazione produttiva del territorio prima che sia troppo tardi. Terni non si farà piegare dal falso ambientalismo: difenderemo le fabbriche e la nostra comunità con i fatti e senza arretrare di un millimetro».
«Basta con i teatrini ideologici – è il monito di Azione -. Sulla gestione dei rifiuti viene bruciata la ragione. Come Azione non siamo disposti ad assistere a un dibattito surreale e ideologizzato, lontano anni luce dai reali bisogni e dalle tasche dei cittadini umbri e ternani. Chiariamo subito un punto, a scanso di equivoci: Azione non è a favore di Stefano Bandecchi, non lo ha mai sostenuto — nemmeno al ballottaggio, a differenza di altri soggetti — e la nostra distanza politica da lui non è mai stata in discussione. Ricordiamo che è stato proprio il nostro leader Carlo Calenda ad opporsi fermamente a un suo eventuale ingresso in parlamento nelle liste del Terzo Polo, un episodio che lo stesso Bandecchi ha più volte confermato e ricordato pubblicamente»
«Essere fermamente alternativi al Sindaco di Terni non significa tuttavia accettare il gioco delle parti o subire la solita demagogia del Movimento 5 Stelle. Se da un lato non è accettabile l’ipotesi di far diventare Terni il ricettacolo unico di tutti i rifiuti dell’Umbria, dall’altro è insostenibile l’atteggiamento di chi promette un’economia circolare fatta solo di slogan, nascondendo la realtà dei fatti. A conti fatti, infatti, mentre il M5s vagheggia soluzioni miracolose ma irrealizzabili nell’immediato, il risultato concreto della loro politica è l’ampliamento continuo delle discariche, come quella delle Crete a Orvieto. Si tratta di un paradosso clamoroso: se i 5 Stelle fossero davvero coerenti con i propri principi, non avrebbero mai dovuto accettare l’allargamento di un impianto che comporta notevoli impatti e costi gravosi, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, a totale discapito della collettività. Ma la storia ci insegna che la coerenza non appartiene esattamente al patrimonio genetico dei 5 Stelle, come ben rappresentato dalle camaleontiche doti del loro leader Giuseppe Conte. Riteniamo che sia stata accantonata con troppa fretta l’idea di valutare la realizzazione di un termovalorizzatore moderno e di nuova generazione in un altro territorio idoneo dell’Umbria. Quelli di ultima generazione con recupero energetico rappresentano una tecnologia fondamentale e imprescindible per chiudere concretamente il ciclo dei rifiuti, ridurre al minimo il ricorso alle discariche e produrre energia pulita. L’Europa ce lo insegna con modelli virtuosi di integrazione urbana e sostenibilità: si pensi all’impianto CopenHill di Copenaghen, una struttura all’avanguardia priva di impatto odore-emissivo che produce elettricità per centinaia di migliaia di famiglie ospitando persino una pista da sci sul tetto, o al termovalorizzatore di Spittelau a Vienna, perfettamente integrato nel centro cittadino e in grado di scaldare oltre 60.000 abitazioni. Tutto questo in totale coerenza con le indicazioni europee sulla gerarchia dei rifiuti, che mettono al centro riduzione, riuso, riciclo e recupero energetico, lasciando lo smaltimento in discarica solo come ultimissima e residuale opzione. Gli esponenti di Azione lo dicono da tempo: la transizione ecologica si fa con la scienza e la tecnologia, guardando all’interesse esclusivo dei cittadini e non con i no a prescindere. Servono impianti di selezione, riciclo e termovalorizzazione strutturata. Ecco perché noi non possiamo stare dentro questo ‘Patto Avanti’ che riduce tutto a una battaglia politica demagogica. Noi siamo impegnati a costruire un’alternativa seria e siamo al lavoro, insieme ad altri, per strutturare un’area politica concreta, riformista e di buongoverno, che mette al centro i reali bisogni della comunità, i cittadini e i loro problemi con l’obiettivo chiaro e netto di risolverli».
