di Daniele Bovi
Ventisei erano e ventisei restano. Martedì l’ufficio elettorale centrale del tribunale di Perugia ha provveduto a ricontare i verbali delle 19 sezioni di Todi che domenica notte, in una sfida al cardiopalma, hanno assegnato la vittoria al ballottaggio al centrodestra di Antonino Ruggiano. Dalle operazioni, che vengono fatte sui verbali e non sulle schede (quasi 8 mila quelle scrutinate domenica) non sono emerse dunque significative novità rispetto al risultato, anche se il centrosinistra ha messo nero su bianco quanto rilevato già nella notte dello spoglio a proposito di quelle contestate; in tutto circa 200, da una parte e dall’altra. Come ultima opzione ora rimane quella del ricorso al Tar, per il quale ci sono dieci giorni di tempo ma al momento nessuna decisione a riguardo è stata presa.
INTERVISTA AL NEO-SINDACO RUGGIANO
LE REAZIONI DA LEONELLI A BERLUSCONI
La giunta Decisioni che invece dovrà prendere nelle prossime ore il sindaco Antonino Ruggiano, che dopo cinque anni è riuscito a riconquistare il Comune. Nelle prossime ore è prevista una prima riunione di maggioranza nella quale fare il punto in vista della composizione della giunta: un posto spetterà sicuramente alla Lega che, insieme a CasaPound, tra primo e secondo turno ha firmato l’apparentamento con Ruggiano. Adriano Ruspolini, candidato sindaco al primo turno, potrebbe diventare il vice di Ruggiano: a fare il suo nome è il senatore leghista Stefano Candiani, segretario del partito umbro, secondo il quale «il nostro compito sarà determinante in amministrazione con l’ingresso in giunta di Ruspolini con le deleghe che il sindaco gli attribuirà e che garantiranno agli elettori, che hanno scelto la Lega, una partecipazione di primo piano nella nuova Amministrazione». Insomma, il messaggio è chiaro. Oltre a Ruspolini in giunta potrebbero entrare due forzisti (tra i papabili Moreno Primieri, Elena Baglioni e Antonio Serafini), il recordman di preferenze Claudio Ranchicchio (FdI) se non toccherà a una donna (Raffaella Pagliochini, FdI); ultimo posto per la lista Todi per la famiglia (probabilmente Alessia Marta, la più votata).
PARLA LO SCONFITTO ROSSINI
IL NUOVO CONSIGLIO E L’ARRIVO DI CASAPOUND
I leghisti Secondo Candiani da Todi, che «non è più la roccaforte del Pd in Umbria» (in realtà per il Pd non lo è mai stata) e dove «il “sistema Marini” è ormai al tramonto», parte quel «percorso di rinnovamento che prestò investirà tutta la regione. La Lega è risultata la vera novità di queste elezioni amministrative in Umbria e nello specifico a Todi dove, con quasi il 10 per cento di preferenze, si è rivelata fondamentale per la vittoria di Ruggiano, al quale faccio i miei più vivi complimenti». A leccarsi le ferite è invece il Partito socialista, che storicamente aveva in Todi uno dei suoi bastioni. Il partito, vittima delle proprie guerre intestine, al primo turno si è diviso: un pezzo con Rossini e l’altro, sotto forma della lista civica Todi cambia, con Floriano Pizzichini, e a nulla è bastato il sostegno dato al ballottaggio.
PISAPIA GIOVEDÌ A PERUGIA
TUTTI I RISULTATI E LA FESTA IN PIAZZA
FOTO: LA NOTTE DI FESTA DI RUGGIANO
I socialisti Il direttivo regionale lunedì ha fatto il punto della situazione chiedendo al Pd di «ripensare il quadro politico delle alleanze e costruire un nuovo centro sinistra che sia inclusivo e che rimetta la centro delle propria azione politica i reali bisogni delle persone, superando velleitarie ambizioni maggioritarie legate all’autosufficienza da parte del Pd, che alla prova dei fatti non riesce più a essere attrattivo per gli elettori e abbandoni la politica dei due forni, che prevede larghe intese con il centro destra a livello nazionale e accordi con le forze di centro sinistra a livello locale». Il partito guidato in Umbria da Cesare Carini brinda comunque per «gli ottimi risultati ottenuti dai candidati e dalle liste socialiste, le uniche in grado di eleggere oltre al Pd», ma parlano di una «difficoltà che i cittadini hanno nel percepire concretamente i risultati dell’azione governativa». Per questo nei prossimi giorni Carini incontrerà il segretario dem Leonelli per chiedere «che si affronti, senza pregiudiziali, il tema dei futuri rapporti fra gli alleati e si inizi a lavorare a un serio e repentino rilancio dell’attività amministrativa, anche in vista delle prossime tornate elettorali, che altrimenti porteranno ad altri risultati negativi».
Twitter @DanieleBovi

Ancora con queste fantomatiche 200 schede???? Quelle ufficialmente contestate erano 15, metà e metà. E questo i cattosinistri lo sanno più che bene.