La questura di Terni (foto U24)

Solidarietà ai quattro agenti feriti e richiamo alla politica nazionale. Così Lega Nord e Socialismo patriottico tornano sulla vicenda che venerdì sera ha visto protagonisti una quindicina di immigrati fuggiti dalla questura durante le operazioni di identificazione. Nella fuga quattro agenti sono rimasti feriti. Una situazione che muove la politica.

Lega Nord dal prefetto «Piena solidarietà ai quattro agenti di polizia – spiega Emanuele Fiorini, neoeletto consigliere regionale della Lega Nord – rimasti feriti. Un ringraziamento va a quegli agenti e agli altri colleghi che con grande senso di responsabilità e dedizione al lavoro, hanno impedito la fuga dei soggetti, evitando di fatto che si andasse ad ampliare il numero già fin troppo consistente di migranti ‘fantasma’ sul nostro territorio. Chiederemo su questo un incontro con il prefetto di Terni, GianfeliceBellesini, al fine di chiarire quanto accaduto. Vogliamo sapere perché quei 15 extracomunitari si trovavano a Terni, se il presidente della Regione Catiuscia Marini e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo erano a conoscenza dell’arrivo di queste persone e, in caso di risposta affermativa, perché la cosa è stata taciuta alla cittadinanza. Sia chiaro fin da ora, che la Lega Nord si opporrà con tutte le sue forze a nuovi eventuali arrivi di extracomunitari a Terni e in Umbria».

Socialismo patriottico «Solidarietà alle forze dell’ordine – si legge in una nota di Socialismo patriottico – e a tutti i cittadini italiani o stranieri regolari che quotidianamente sono costretti a convivere con situazioni di degrado, precarietà e pericolo causati, tra le altre cose, da una gestione volutamente irresponsabile del fenomeno migratorio. Anche questo episodio testimonia una situazione a livello nazionale ormai insostenibile. Da una parte le forze politiche di sinistra premono per l’apertura totale delle frontiere, speculando sul business delle loro cooperative, mentre dall’altra le forze di destra hanno la ghiotta occasione di avviare pesanti campagne di xenofobia».

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