«Oggi vorrei pregare soprattutto perché due di questi doni, il consiglio e la fortezza prendano casa in voi». Lo ha detto il vescovo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno monsignor Felice Accrocca, nell’omelia della messa celebrata domenica 26 aprile nella basilica concattedrale di San Benedetto a Gualdo Tadino durante la quale un gruppo di giovani ha ricevuto il sacramento della Confermazione; celebrazione che ha segnato l’ingresso del vescovo nella comunità gualdese.

«Il dono del consiglio – ha spiegato il vescovo – è capire, tra i consigli che arrivano, quali sono buoni e quali no. Tante volte riceviamo dei consigli anche dagli amici, ma non tutti i consigli sono buoni. Il dono del consiglio deve aiutare a capire quale è buono e quale non lo è, ad accoglierne uno e a rifiutarne un altro, e a dare consigli buoni. La fortezza è quel dono che ti aiuta in certi momenti anche a contraddire, a dire no. Il dono dello Spirito santo – ha aggiunto monsignor Accrocca – vi aiuta ad essere liberi perché libero non è uno che si accoda per timore del giudizio degli altri, quello non è libero, ma sta scegliendo per paura, libero è colui che se lo ritiene giusto in quel momento sa dissentire. Questi doni ci aiutano ad essere liberi». Infine, il vescovo ha sottolineato che «quello che vale per i ragazzi vale anche per noi perché anche noi tante volte siamo schiavi del pensiero comune, perché anche per noi essere liberi non è facile e riusciremo a farlo se ascolteremo la voce del Signore».

La mattinata si era aperta con l’incontro con il consiglio pastorale cittadino, introdotto dal parroco e vicario foraneo don Michele Zullato, le associazioni rappresentate da Giuseppe Ascani, i gruppi, i movimenti e le Confraternite del territorio presso la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. A seguire e prima della messa, nella sala consiliare del Comune monsignor Accrocca ha incontrato le autorità cittadine rappresentate dal sindaco, Massimiliano Presciutti e ha benedetto la campana celebrativa del VII centenario della morte del Beato Angelo.

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