Mastelli per i rifiuti

I trentadue Comuni del sub ambito numero 4 dell’Umbria, quello dell’area del Ternano, dovranno versare complessivamente quasi 4,2 milioni di euro per chiudere definitivamente un lungo contenzioso legale con il raggruppamento temporaneo di imprese formato da Asm Terni e Cns. La cifra deriva dall’accordo di transazione promosso dall’Auri (l’Autorità umbra per rifiuti e idrico) per sanare le discrepanze economiche sulle annualità 2016 e 2017, causate dalla presenza di un numero di utenze servite nettamente superiore rispetto a quello inizialmente stimato dal bando di gara.

Il caso Il lungo contenzioso nasce dall’applicazione della disciplina tecnica contrattuale, che stabilisce il riequilibrio del corrispettivo economico qualora lo scostamento del numero di utenze superi il 5 per cento rispetto alle previsioni di gara. E così, a fronte di una richiesta iniziale del gestore pari a oltre 5,3 milioni di euro per i maggiori oneri operativi sostenuti nel biennio 2016-2017, l’Auri ha provveduto a un ricalcolo contabile basato sui costi effettivi di bilancio e sui criteri stabiliti dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. L’analisi tecnica ha rideterminato lo squilibrio economico in circa 5,07 milioni di euro, cifra alla quale si sarebbero aggiunti oltre 3 milioni di euro di potenziali interessi di mora maturati fino al 2025.

La transazione Il “conto” finale sarebbe stato quindi superiore agli 8 milioni di euro, quasi dimezzati grazie ai crediti spettanti all’autorità d’ambito sotto forma di sanzioni contrattuali. L’Auri aveva infatti comminato nel 2019 penali per circa 4,58 milioni di euro nei confronti del gestore. L’intesa raggiunta ridetermina l’ammontare delle sanzioni a poco più di un milione di euro, operando un drastico ridimensionamento della multa per la mancata misurazione degli svuotamenti, scesa da oltre 3,25 milioni a 500 mila euro. Questa riduzione compensa e ottiene in cambio la rinuncia formale del gestore alla pretesa sugli interessi moratori per il ritardato pagamento delle utenze e per i ritardi nei pagamenti delle fatture da parte degli enti locali, questi ultimi stimati in ulteriori 996.356 euro.

Terni apripista L’accordo tiene conto anche della transazione autonoma già sottoscritta nel 2019 dal Comune di Terni, che aveva definito separatamente il riequilibrio per la propria quota di utenze e risolto le penali per la raccolta differenziata, consentendo di decurtare l’importo complessivo spettante al raggruppamento d’imprese. La somma totale dei costi a carico del sub ambito, pari a 5.177.172 euro fra quote di riequilibrio e interessi per ritardati pagamenti, viene così compensata con i 1.017.777 euro di penali confermate o ricalcolate, portando la cifra finale a 4.160.142 euro.

Sei anni Per evitare contraccolpi immediati sulle tariffe a carico dei cittadini, il recupero delle somme sarà spalmato su un arco temporale di almeno sei annualità attraverso i piani economico-finanziari della Tari compresi tra il 2026 e il 2029. Eventuali quote residue non ancora ammortizzate alla scadenza della concessione, fissata al 31 dicembre 2029, potranno essere inserite nel valore di subentro spettante al gestore uscente e poste a carico del nuovo soggetto aggiudicatario.

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