A Spoleto sono attesi rincari Tari del 6,8 per cento per il 2026 e del 4,8 per cento per il 2027, come riportato il 20 luglio da Umbria24. E le reazioni non tardano ad arrivare. I primi a dirsi «sul piede di guerra» sono Confcommercio, Federalberghi, Fipe e Consorzio operatori turistici di Spoleto, i quali chiedono «un confronto franco» all’amministrazione comunale «dopo quattro anni di continui aumenti a fronte di un servizio anche scadente».

Nel dettaglio, gli imprenditori spoletini con una nota congiunta stigmatizzano, intanto, «l’assenza di un’audizione nella commissione preposta, nonostante la richiesta formale avanzata», dopodiché mettono nel mirino l’aumento della Tari del 6,8 per cento. Sul punto dicono che «i dati ufficiali del Comune parlano di un aumento della Tari tra il 5-6 per cento annuo, ma gli imprenditori percepiscono una crescita tra il 9-10 per cento, perché è aumentatata la quota percentuale che spetta alle utenze non domestiche», che dovrebbe attestarsi al 55 per cento, mentre la residua è in capo alle famiglie.

Oltre a esprimere «preoccupazione», le associazioni di categoria di Spoleto chiedono «trasparenza sui costi e – si legge nel comunicato stampa – un confronto vero con tutte le parti sociali ed economiche per cercare di tutelare redditi e imprese», ma anche «per concordare azioni finalizzate a mettere un freno al processo di desertificazione commerciale del territorio spoletino, dove le imprese diminuiscono e la pressione fiscale aumenta».

Sul banco degli imputati finisce anche Vus, la multiservizi pubblica dei 22 Comuni soci che gestisce il servizio di raccolta rifiuti, con gli operatori economici che affermano di «aver sopportato quattro annui di aumenti continui per ripianare i debiti creati da Vus prima del 2022».

Contestata anche «l’esenzione per il Terzo settore» introdotta lo scorso anno, nella parte in cui «non distingue le parti di attività assistenziale da quella che produce business, nonostante le nostre pressioni».

In questo quadro, comunque, le quattro associazioni di categoria di Spoleto confermano la propria «disponibilità ad avviare un confronto costruttivo con l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di individuare soluzioni che consentano di contenere il peso della tassazione locale senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici». Deve, però, essere chiaro un messaggio: «Le imprese – è scritto nella nota – rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale per la città» e «continuare ad aumentare la pressione fiscale significa mettere a rischio la competitività del territorio e accelerare un processo di impoverimento che nessuno può permettersi».

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