«Il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti è ridicolo, costa 30 milioni e ne rende 1,5». Così il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha giustificato la scelta politica dell’amministrazione comunale, annunciata dallo stesso primo cittadino, di bocciare l’aumento della cosiddetta Taric.
Come noto, l’Auri, l’Autorità umbra per i rifiuti e idrico, ha approvato nei giorni scorsi i Piani economico-finanziari dei quattro ambiti in cui è suddiviso il territorio per quanto riguarda la bolletta rifiuti e per il Comune di Terni l’aumento previsto supera il 4%. Sulla base di quei Pef, gli enti locali sono chiamati a determinare le bollette. L’articolazione tariffaria specifica (la quota fissa e la quota variabile del corrispettivo) è approvata formalmente tramite un’apposita delibera consiliare.
Dopo la bocciatura degli aumenti da parte della giunta, Bandecchi garantisce che la sua maggioranza in aula procederà nella stessa direzione. Il sindaco insomma forza la mano a tutela dei contribuenti, ma certo va ricordato come già sul sistema di raccolta, per sua stessa ammissione, non abbia potuto incidere come voleva, dovendo arrendersi al ‘porta a porta’, essendo vincolato ai patti parasociali che il Comune ha stretto con gruppo Acea per regolare l’assetto societario e il controllo operativo di Asm.
