di M.R.
«Stiamo lavorando per cambiare il sistema di raccolta rifiuti porta a porta in capo all’Asm. venduta in parte ad Acea. E in virtù dei patti parasociali stipulati a suo tempo, siamo costretti a chiedere il permesso a casa nostra; non possiamo incidere. Acea ci ha rappresentato una necessità di investimento da 20 milioni di euro per i bidoni. Non ci pare il caso».
Nonostante gli annunci reiterati, con tanto di consiglio comunale aperto dedicato, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ammette in consiglio comunale di doversi, almeno per ora, arrendere al sistema di gestione dell’immondizia che non gradisce. A sollecitarlo sull’argomento, il capogruppo Pd Pierluigi Spinelli nel corso della seduta di lunedì mattina, proprio in virtù del fatto che sin dall’inizio del mandato, il primo cittadino ha più volte annunciato pubblicamente la volontà di superare il ‘porta a porta’, definendolo inefficiente, antieconomico e responsabile del degrado urbano.
«Tali annunci – ha spottolineato l’esponente Dem – sono stati accompagnati dalla promessa di un nuovo modello basato su eco-isole tecnologiche, sistemi di conferimento controllato tramite badge o chiavette personali e su un presunto miglioramento dell’efficienza del servizio e della riduzione dei costi a carico dei cittadini. Nel corso del 2024 il sindaco ha dichiarato che il nuovo sistema sarebbe stato avviato in tempi brevi, parlando di sperimentazioni già pronte e di una rivoluzione del servizio entro dodici mesi». Oltre alla strumentazione necessaria da acquisire, il sindaco ha fatto riferimento anche alle ricadute occupazionali del sistema gestito da cooperative sociali. Il contratto scadrà solo tra nove anni; Bandecchi disposto a investire anche prima ma, ha chiarito, devono crearsi delle consizioni.
