di M.R.
È un ‘cantiere’ destinato a proseguire quello per l’istituzione di una consulta giovanile: alla prossima puntata, ci saranno ben 16 emendamenti da illustrare, discutere e votare. Di questo passo, per dirla con una battuta, forse sarà utile alla prossima generazione di adolescenti ternani. Dopo i primi rinvii di natura ‘tecnica’, almeno fino a un certo punto, è innegabile che i più recenti abbiano un sapore squisitamente politico e il gioco delle parti si fa intrigante quando da un lato pressa l’opposizione e dall’altro la Lega ci mette il carico: il resoconto dell’ultima seduta di Seconda commissione dedicato al tema è un esempio lampante di certe dinamiche.
La consulta giovanile La situazione, impossibile ignorarlo, porta a galla, seppure velatamente, delle frizioni interne che devono a questo punto esistere per forza tra i partiti di maggioranza e che stanno mettendo alla prova i nervi di Elena Proietti (Fd’I), assessore proponente la consulta in questione e la stessa che raccomanda ai commissari di «fare presto», ma si ritrova sempre col traguardo spostato di una settimana. L’opposizione in questa situazione ci sguazza e via all’ostruzionismo: «Nella seduta di lunedì scorso – dichiarano i rappresentanti dei gruppi di minoranza (Senso civico, M5s, Pd e terni Immagina) – la commissione ha approvato soltanto 2 dei 7 emendamenti provenienti dal mondo delle associazioni, delle organizzazioni e dei sindacati studenteschi e respinto la richiesta di audire e convocare in quella sede i rappresentanti del mondo giovanile. Si tratta di 2 emendamenti che inseriscono fra le finalità della Consulta la tutela del diritto allo studio per i più meritevoli e che ripuliscono il linguaggio paternalista inizialmente usato. Gli altri 5 emendamenti, che si ponevano come obiettivo quello di andare a trasformare la Consulta in un organo effettivamente democratico ed effettivamente rappresentativo, attraverso sistemi elettivi, sono stati respinti dalla commissione, ma ci auguriamo il consiglio comunale possa cambiare idea e approvarli. In aggiunta a questi 7, per arricchire il dibattito, abbiamo trasmesso nella giornata di martedì altri 16 emendamenti che vanno a incidere sulle tutele e le garanzie dei membri, rafforzandole«.
Gli emendamenti «In particolare – spiegano – fra questi si abbassa il limite di età massima dei componenti, oggi inspiegabilmente a 34 anni e si prevede la possibilità per la consulta di rimuovere discrezionalmente dall’ufficio di presidente il sindaco e per il vicepresidente di assumerne la guida, previa ratifica della consulta stessa o nuove elezioni dell’organismo. Si prevede, poi, una durata in carica della Consulta che va oltre il mandato amministrativo e comunque che non coincide con esso, cosi come una intangibilità delle cariche nei sei mesi precedenti alle elezioni amministrative e quelli successivi. Questi emendamenti sono stati elaborati dalle opposizioni come contributo proprio al dibattito, mentre i primi 7 da alcune associazioni studentesche. L’intenzione è quella di permettere principalmente l’approvazione dei primi 7 che restano per noi irrinunciabili. Certamente daremo battaglia con ogni strumento, anche ostruzionistico, al fine di garantire che i giovani ternani non vengano presi in giro e che non venga istituito un organo sostanzialmente inutile ma cucito su misura, ad uso e consumo politico di Fratelli d’Italia». Non resta che attendere i prossimi siparietti Gentiletti-Pepegna, Gentiletti-Santini, quelli che vanno per la maggiore.
