di M. R.

Non era andata a buon fine la scorsa settimana la discussione sulla consulta giovanile e l’assessore proponente, Elena Proietti di Fratelli d’Italia, aveva commentato in quell’occasione «Maledetta sinistra». Nel gioco delle parti infatti, soprattutto su spinta del consigliere di Senso civico Alessandro Gentiletti, i commissari avevano concordato alla fine di rimandare, ma a proporre il rinvio, a onor del vero, era stato il leghista Marco Cozza, lo stesso che lunedì mattina, in barba all’appello della stessa Proietti di fare in fretta, ha respinto il prolungamento dei tempi di seduta per procedere all’effettiva approvazione del regolamento da sottoporre poi all’attenzione del consiglio.

Consulta giovanile «Lo strumento messo a punto – aveva detto a proposito della consulta in apertura dei lavori l’assessore Proietti – rappresenta una sorta di diga al disagio giovanile. Mai come ora c’è bisogno di istituire questo organismo, bisogna farlo in fretta; i giovani sono quelli che maggiormente hanno sofferto le restrizioni per effetto del Covid-19. Conosciamo i fatti di cronaca anche recenti che hanno segnato la nostra città e quindi non è il caso di aspettare oltre per dare voce ai ragazzi». A difendere la posizione dell’assessore, dalle file dello stesso partito, è la consigliera Monia Santini che, alle osservazioni delle opposizioni nonché la formale richiesta (poi respinta) di Gentiletti, di aprire ad un giro di audizioni tra associazioni sindacali studentesche prima di procedere all’approvazione della proposta di regolamento così come elaborata dalla direzione Istruzione del Comune di Terni, replica: «Non si accettano polemiche sterili, il regolamento prevede una partecipazione costante delle associazioni in qualunque momento nel periodo in cui l’organismo sarà in vigore, vuole essere un contenitore trasversale e apolitico, in grado di raccogliere tutte le voci, anche quelle di chi non appartiene a nessuna organizzazione specifica ma partecipa attivamente alla vita sociale della città».

Nuovo rinvio Per Gentiletti, così pure come per Francesco Filipponi del Pd «l’atto rischia di essere autoreferenziale se adottato senza la scorta di un parere dei portatori di interesse» e laddove riscontrano pure «un linguaggio inappropriato e paternalistico», la spuntano su un passaggio chiave: all’unanimità passa l’emendamento che rimuove l’espressione ‘iniziative per un migliore utilizzo del tempo libero’ con ‘iniziative rivolte al mondo dei giovani’ e quello sul diritto allo studio. Respinti invece tutti gli emendamenti tesi a modificare gli organi della consulta e nella discussione non hanno trovato accoglimento neppure tutte le proposte di modifica presentate dalla maggioranza, che evidentemente ha qualche problema di ‘comunicazione preliminare’. Dei quattro sul tavolo, passano solo due emendamenti di maggioranza. I voti mancati e la scelta della Lega di non procedere all’approvazione del regolamento neppure stavolta, accordando il rinvio proposto da Filipponi nonostante fosse terminato il lavoro sugli emendamenti, offre quantomeno il dubbio che si tratti di segnali politici interni alla coalizione di centrodestra che supporta il sindaco Latini, fibrillazioni non nuove che agitano la giunta a Palazzo e che non escludono del tutto l’ipotesi di rimpasti vari ed eventuali da qui a breve.

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