di Massimo Colonna
«La situazione per Terni è grave e dal mio punto di vista regionale lo è ancora di più». Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia in Regione, attacca la giunta Di Girolamo e il Partito democratico in conferenza stampa appoggiato anche da Sergio Bruschini e Francesco Ferranti, i responsabili provinciali e comunali del partito. Ambiente, università e situazione delle partecipate: questi i temi su cui Forza Italia punta di più l’attenzione.
Ambiente L’ultimo impegno degli azzurri in ordine di tempo in città è quello relativo all’ambiente, con il capogruppo Ferranti tra i primi firmatari, insieme ad altri consiglieri dell’opposizione, dell’atto che ha permesso il consiglio straordinario sui rifiuti. «Grazie al nostro lavoro – spiega Ferranti – abbiamo preso degli impegni scritti con la giunta e con il Partito democratico affinché Terni non sia ancora sommersa dai rifiuti. La questione ambientale è troppo importante e i cittadini non possono essere presi in giro: il nostro impegno su questo fronte è stato massimo e continuerà anche in occasione degli stati generali sull’ambiente di metà giugno».
Le partecipate Nel mirino di Forza Italia finisce anche il discorso delle partecipate: in primo piano il progetto dell’amministrazione comunale di privatizzare una parte di Asm. «Non siamo a priori contrari alle privatizzazioni – prosegue Ferranti – ma in questo caso c’è il forte rischio che la vendita di quote Asm serva solo per fare cassa e per coprire un bilancio che non tiene».
Dalla Regione «Siamo molto preoccupati per il futuro della città – racconta Nevi – perché questi che governano a Terni stanno facendo la guerra al mondo intero. Invece oggi più che mai c’è bisogno di fare squadra e stanno mettendo a rischio il futuro della città stessa. Ho letto con terrore alcune uscite dell’assessore alla Cultura (Giorgio Armillei, ndr) sull’università: si parla di federazione di atenei, di campus e multicampus. Invece c’è bisogno di mettersi tutti intorno ad un tavolo e cercare la soluzione migliore, senza fare a chi la spara più grossa. E soprattutto il Pd non può concepire l’università come una sua succursale».
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