venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:03
11 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:19

Terni, Marini in consiglio per ambiente e rifiuti: «Lo Sblocca Italia è un’opportunità»

La governatrice sullo smaltimento: «Avviene per accordi interregionali, l'Umbria ha detto no al governo a ulteriori carichi di inquinamento sulla Conca»

Terni, Marini in consiglio per ambiente e rifiuti: «Lo Sblocca Italia è un’opportunità»

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di M. R.

«La giunta regionale ha detto al governo nazionale che il territorio della Conca, caratterizzato (per fortuna e purtroppo) da un tessuto industriale importante, non poteva subire ulteriori carichi di inquinamento con l’incenerimento dei rifiuti». Lo dichiara la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini al termine di un consiglio comunale fiume monotematico, tenutosi mercoledì pomeriggio nella sede municipale di Terni. Al termine della seduta, approvato atto con gli impegni per la giunta di Palazzo Spada. Il M5s non partecipa al voto.

Parla la Marini: video

Sblocca Italia Di contro l’Umbria deve garantire un livello di raccolta differenziata non inferiore al 65% nel 2017 e 72% al 2018. «Grazie alla posizione contraria dell’Umbria, insieme ad altre quattro regioni, espressa nella conferenza dedicata sullo schema dello Sblocca Italia – ha detto la governatrice – oggi abbiamo la possibilità di stipulare accordi interregionali per chiudere il ciclo dei rifiuti e su questo già l’assessore Cecchini, con i suoi parigrado di altre realtà, e in particolare la Toscana, ha stretto un accordo con la vetreria di Piegaro e una cartiera perché acquistino materiale di scarto per produrne di nuovo. Rispetto al combustibile solido secondario – ha aggiunto – ben venga l’iniziativa privata per sfruttare a proprio vantaggio quello energetico».

La governatrice dell’Umbria a Terni La Marini nella sala consiliare fa chiarezza sui termini del decreto: «Il governo ha detto no ad altri impianti, quelli esistenti sono sufficienti; la criticità in tal senso riguarda la dislocazione degli stessi perché carenti nell’area centro-sud del Paese; per ovviare a tale problema, ora c’è la possibilità di stringere patti tra regioni». La presidente, al termine del suo intervento, ha garantito di nuovo la sua presenza a Terni per riferire nell’aula di Palazzo Spada, sull’iter dell’area di crisi complessa, per il quale  stata formalizzata l’istanza questa settimana.

Atto d’indirizzo Al termine della seduta, il consiglio comunale ha approvato un atto prodotto dal capogruppo Pd Andrea Cavicchioli e sottoscritto da Luigi Bencivenga di Progetto Terni e Faliero Chiappini di Città aperta, emendato dall’intero gruppo di centrodestra. Col documento si impegna il sindaco e la giunta a ribadire in ogni sede la netta contrarietà alla realizzazione di impianti di incenerimento e alla modificazione di qualsivoglia natura degli stessi, intensificare le misure volte al raggiungimento del 75% di raccolta differenziata e quelle finalizzate a ridurre la produzione di rifiuti; avviare un confronto per la semplificazione dei soggetti gestori attraverso l’Auri e lavorare per l’applicazione della tariffa puntuale. Assenti, al momento del voto, i consiglieri del M5s. Una forma chiaramente di protesta: ai grillini non piace il piano regionale dei rifiuti e neppure ai No inc.

Regione Umbria Molti dei punti indicati dall’assemblea erano stati già affrontati da Fernanda Cecchini «La Regione – ha detto l’assessore all’ambiente – ha fatto molto per sostenere i Comuni nella raccolta e nella gestione, introducendo degli elementi a monte, per ridurre la produzione dei rifiuti. Abbiamo cercato di spingere l’ammodernamento degli impianti e l’incremento della differenziata con importanti risorse”. “I risultati prodotti – ha però ammesso – non sono stati quelli che ci aspettavamo: non abbiamo raggiunto il 65%. Non tutto ha funzionato come dovuto. Siamo al 51% di differenziata, risultato non irrilevante, ma ora occorre accelerare verso gli obiettivi prefissati. Abbiamo anche accelerato nella costituzione di un unico ambito regionale, con un’unica governance, con l’insediamento dell’Auri. In Umbria – ha sottolineato – non vogliamo bruciare rifiuti; nell’andamento regionale della raccolta differenziata – ha aggiunto – l’ambito di Terni è quello un po’ più fragile ma mi auguro che si possa raggiungere l’obiettivo di far partire al galoppo la raccolta porta a porta. L’Ati 4 non parte da zero, ma deve tornare in linea con la media regionale».

Il primo cittadino di Terni Nel corso della seduta è intervenuto anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo a ribadire la posizione dell’amministrazione sul no alla chiusura del ciclo dei rifiuti con l’incenerimento: «L’ambito territoriale 4 decise in questo senso, con la spinta alla massimizzazione del recupero e del riciclo, puntando anche sull’impiantistica. Per questo – ha detto  –  decidemmo di investire nel biodigestore di Nera Montoro e nel recupero dello spazzamento stradale e degli pneumatici. Abbiamo inoltre sollecitato imprese private specie nel settore del recupero e del riuso della plastica». Infine il sindaco ha rivendicato alla sua amministrazione la scelta politica di chiudere l’inceneritore dell’Asm e di essere riusciti comunque a mantenere tariffe per i rifiuti mediamente più basse nel Centro Italia.

Emilio Giacchetti Contrarietà all’incenerimento come metodo di chiusura del ciclo dei rifiuti è stata ribadita anche dall’assessore comunale Emilio Giacchetti che ha reso noto: «In Umbria vengono prodotte ogni anno 500 mila tonnellate di rifiuti urbani ai quali si aggiungono di tonnellate di rifiuti speciali e le discariche sono sature e mentre c’è necessità di attivarsi per far fronte al problema sapete come in questi giorni è in atto la polemica sull’ampliamento della discarica ‘Le Crete’ di Orvieto. Intervenire a monte è una strategia già in atto e intanto i dati sulla percentuale della raccolta di gennaio e febbraio lasciano ben sperare per il futuro».

Twitter @martrosati28

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