Si spacca anche la giunta sulle modalità di sostituzione di due dirigenti del Comune di Spoleto andati in pensione. Lunedì mattina, a pochi minuti dalle 14, il vicesindaco in quota Pd, Danilo Chiodetti, ha infatti rimesso nelle mani del sindaco Andrea Sisti la delega al personale. E lo ha fatto con una comunicazione di pochi secondi in consiglio comunale, dopo una mattinata segnata da una partenza politica molto incerta per il centrosinistra, ma poi filata tutto sommato filata liscia con l’approvazione della tariffe Tari e di una modifica al relativo regolamento, entrambe passate coi 13 voti di maggioranza.

Dopo il doppio via libera, però, Chiodetti ha preso la parola e informato l’aula del passo indietro sul personale, senza però indicarne le motivazioni e lasciando quindi sospesa la richiesta di chiarimenti arrivata istantaneamente dal consigliere Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto). Una ricostruzione parziale l’ha fornita 90 minuti dopo con una nota stampa il Partito democratico, parlando di «misura colma», del «progressivo venire meno del rapporto fiduciario tra gli organi di governo» della città e di «un clima interno sempre più conflittuale».

In base a quanto sta emergendo in queste ore, giovedì scorso Chiodetti ha portato in giunta una comunicazione, che sarebbe dovuta sfociare in una direttiva. Il vicesindaco per la sostituzione di due dirigenti comunali chiedeva l’impegno a passare per l’indizione di concorsi pubblici, ma il suo tentativo non è andato a buon fine. Ad appoggiarlo, infatti, soltanto gli altri due assessori Pd (Cesaretti e Pesci), mentre gli altri quattro (Albertella, Angelini Paroli, Protasi e Renzi) hanno indicato un’altra strada, precisamente per una posizione lo scorrimento di una graduatoria vigente della Regione e per l’altra il concorso. Il sindaco Andrea Sisti, invece, non si è espresso sulla pratica, come da lui stesso confermato, perché in quella graduatoria della Regione tra gli idonei c’è anche sua moglie in posizione non immediatamente utile.

Sulla “bocciatura” rimediata in giunta da Chiodetti, il Pd nelle ultime ore ha espresso «netta contrarietà» da un lato «perché Chiodetti, che aveva la delega al personale, aveva proposto una soluzione differente» e dall’altro perché reputa «l’indizione di due concorsi una scelta di trasparenza, imparzialità e valorizzazione del merito, oltreché finalizzata a evitare il ricorso a una graduatoria su cui erano già state evidenziate criticità anche dal segretario generale dell’ente», è scritto in una nota. Nel calderone dello scontro frontale tra sindaco e Pd finisce anche che «la salvaguardia degli equilibri di bilancio e il relativo assestamento» che, dicono i dem, «non sono stati preventivamente discussi né condivisi all’interno della maggioranza, impedendo quel necessario confronto politico che dovrebbe precedere l’approvazione di atti così rilevanti».

Tuttavia, a tenere banco è la partita per l’individuazione di due dirigenti. Il sindaco contattato nel pomeriggio non ha fatto il pompiere quando ha affermato che «l’assessore è competente alla gestione del personale non all’organizzazione dell’ente, basta leggere il Rous (regolamenro organizzazione uffici e servizi, ndr)», quindi per Sisti «forse Chiodetti ha fatto una valutazione errata, probabilmente per inesperienza». Il sindaco entra poi nel merito quando afferma che «il Comune ha la necessità di ricoprire delle figure, perché gli interim attuali sono un aggravio di lavoro». Sul come sottolinea che «è stata la giunta a dibattere e decidere», confermando conferma di non essersi espresso sul procedimento «anche se – sostiene – non c’è nessun conflitto d’interesse» e «mi dà fastidio, perché in cinque anni ho agito sempre legittimamente e nel rispetto delle norme». Infine, sui rapporti di giunta Sisti si chiede perché non sia stato scritto che «un mese fa i tre assessori del Pd mi hanno inviato una lettera per chiedere la revoca delle deleghe all’assessora Renzi o comunque di prendere dei provvedimenti, perché aveva partecipato al sit-in di Madonna di Lugo» contro l’edificabilità dell’area. Altroché clima conflittuale.

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