domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:04
11 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:25

Terni, cessione quote Asm: d’accordo i giovani Fi, meno l’Usb. Dal Pd: «No colpi di mano»

Forza Italia vede di buon occhio la quotazione in borsa, mentre  l’Unione sindacale di base teme contraccolpi. Il capogruppo dem Cavicchioli: «L’azienda sarebbe rafforzata»

Terni, cessione quote Asm: d’accordo i giovani Fi, meno l’Usb. Dal Pd: «No colpi di mano»
Asm (foto Rosati)

La privatizzazione parziale di Asm, preannunciata dall’assessore alle partecipate Vittorio Piacenti D’Ubaldi, piace alla giovanile di Forza Italia e convince pure il capogruppo Pd in consiglio comunale Andrea Cavicchioli, mantre l’Unione sindacale di base percepisce l’operazione come una strategia di Palazzo Spada per fare cassa a fronte dei buchi di bilancio.

Progressiva privatizzazione dell’Asm «Siamo da sempre convinti che una progressiva privatizzazione dell’Asm, se ben fatta, consentirebbe una maggiore efficienza ed economicità della stessa; la molteplicità dei soggetti controllori della (ex?) municipalizzata saranno responsabilizzati ancor di più in quanto ricadrà solamente su di loro il costo delle decisioni che verranno prese. Del resto, solamente grazie allo stimolo derivante dalla concorrenza, l’innovazione può progredire e con essa lo sviluppo, i cui effetti benefici ricadrebbero sull’intero comprensorio ternano». Chiarissimo il consenso dei giovani di Forza Italia rispetto allo scenario prefigurato dall’esecutivo del Comune.

Unione sindacale di base «Le aziende come Asm – dichiarano dall’Usb – erogano servizi fondamentali per la collettività e sono, a tutti gli effetti, un pezzo di welfare locale che storicamente si è costruito e rafforzato sul territorio. Si tratta di servizi a domanda garantita e quindi un ottimo investimento per un qualsiasi soggetto che voglia ricavarne profitto. L’assessore Piacenti – tuonano – prefigura un luminoso futuro alla nostra azienda pubblica attraverso la quotazione in borsa, ma dimentica di informare gli ignari cittadini che il modello delle aziende quotate in borsa segna il predominio della logica finanziaria. La vocazione del privato – denunciano – non è produrre servizi pubblici, ma distribuire dividendi ai soci pubblici e privati, i primi (come il Comune di Terni) in cerca di risorse per far fronte alle difficoltà di bilancio, i secondi in cerca di profitti. Come sempre – concludono – siamo disponibili a confrontarci».

Partito democratico Terni A moderare i toni ci pensa allora il democratico Cavicchioli: «È opportuno fare chiarezza sull’eventuale cessione di quote del capitale sociale Asm – ha dichiarato -; non ci saranno ‘colpi di mano’, bensì – l’amministrazione comunale promuoverà un confronto ampio e trasparente con tutti i soggetti interessati, nonché procedure che assicurino le più ampie garanzie sotto ogni profilo, con l’obiettivo di rafforzare la multiservizi e collocarla positivamente nel settore operativo di competenza, non certo per operazioni di cassa a favore del Comune. L’esame del piano industriale, delle dinamiche di mercato e dei potenziali soggetti interessati rappresentano elementi pregiudiziali per l’eventuale operazione di cessione di quote di minoranza del capitale della società, che esclude ovviamente forme di privatizzazione, permettendo di rispondere ad esigenze ineludibili, anche tenendo conto dell’evoluzione nazionale del comparto di riferimento».

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