È in programma per domenica alle 11 a Città di Castello una manifestazione di protesta contro gli accorpamenti di alcuni istituti scolastici decisi nei giorni scorsi dal commissario, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia. L’appuntamento è in via Ferrer, di fronte alla sede della scuola media Dante Alighieri. Il provvedimento prevede, per Città di Castello (l’altra città interessata dal dimensionamento è Gubbio), l’accorpamento dell’istituto Alighieri-Pascoli ai due circoli didattici cittadini. Una scelta che, secondo i promotori della protesta, comporterebbe il taglio dei dirigenti scolastici, del personale di segreteria e del personale Ata, con ricadute dirette sulla continuità didattica e sull’organizzazione complessiva delle scuole coinvolte.

Le motivazioni La dirigenza unica, spiegano i promotori della protesta, rischia di ridurre la capacità di rispondere ai bisogni specifici di bambini e ragazzi appartenenti a fasce d’età diverse, rendendo più complessa anche la gestione quotidiana e la sicurezza, soprattutto in presenza di più plessi. A preoccupare è anche il possibile indebolimento del rapporto tra scuola e famiglie, con tempi di risposta più lunghi e maggiori difficoltà nell’attivare progetti educativi o interventi personalizzati, oltre a un’offerta formativa che potrebbe risentirne. Il quadro è aggravato dalla situazione della scuola media Dante Alighieri, la cui sede è stata demolita ed è tuttora in attesa di ricostruzione. Una condizione che, secondo i contrari al dimensionamento, rende l’accorpamento non solo iniquo ma anche di difficile applicazione. Tutto questo, viene sottolineato, sarebbe avvenuto senza un piano condiviso e senza un confronto tra le istituzioni.

Il Comune Alla manifestazione ha annunciato il proprio sostegno anche il Comune di Città di Castello, che in settimana ha annunciato la volontà di ricorrere al Tar. In una nota diffusa il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi educativi Letizia Guerri spiegano che l’iniziativa sarà «anche l’occasione per ribadire l’assenza di risposte da parte del Ministero alla modalità operativa di ricostruzione dopo lo stop dei lavori che si protrae da mesi», uno stop «determinato da una azienda inadempiente e dalle procedure attivate da Invitalia». Gli amministratori ribadiscono che il Comune sarà al fianco della scuola e delle famiglie «per ribadire l’illogicità e iniquità della scelta intrapresa dell’accorpamento deciso per Città di Castello tra l’altro impossibile da applicare perché li non c’è una scuola».

Fulmine a ciel sereno Secondi e Guerri parlano di una decisione arrivata «come un fulmine a ciel sereno, senza un minimo confronto, una minima interlocuzione da parte dei livelli istituzionali preposti», un metodo che, aggiungono, «rende ancora più inaccettabile quanto sta accadendo». L’auspicio è che «si comprenda che siamo di fronte a un provvedimento sbagliato in modo sostanziale e che si abbiano la forza, il coraggio e l’onestà intellettuale di tornare indietro per rivedere una decisione che ferisce l’intera comunità di Città di Castello».

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