di Daniele Bovi

È arrivata con 24 ore di ritardo rispetto a quanto previsto la decisione di Ernesto Pellecchia, nuovo direttore dell’Ufficio scolastico regionale e commissario ad acta per quanto riguarda il dimensionamento scolastico in vigore dal primo settembre prossimo; un’operazione attraverso la quale si stabilisce quali scuole hanno autonomia amministrativa e una propria dirigenza e quali invece vengono accorpate ad altre. Il dimensionamento riguarda in particolare i Comuni di Gubbio e Città di Castello.

Gubbio Nella città dei Ceri l’assetto attuale viene rivisto attraverso l’integrazione delle tre direzioni didattiche con le diverse sedi dell’Istituto di istruzione secondaria di primo grado Mastrogiorgio-Nelli. Il primo nuovo istituto comprensivo nasce dall’unione della Direzione didattica 1° Circolo Matteotti con la sede di via Perugina della Mastrogiorgio-Nelli. Il secondo prende forma dall’accorpamento della Direzione didattica 2° Circolo Aldo Moro con la sede della frazione di Mocaiana dello stesso istituto. Il terzo nuovo istituto comprensivo riunisce invece la Direzione didattica 3° Circolo San Martino con le sedi della frazione di Branca e di via Rousseau della Mastrogiorgio-Nelli.

Castello A Città di Castello le direzioni didattiche vengono accorpate all’Istituto di istruzione secondaria di primo grado Alighieri-Pascoli. Un primo nuovo istituto comprensivo nasce dall’unione della Direzione didattica 1° Circolo con la sede di via Collodi dell’Alighieri-Pascoli, mentre il secondo deriva dall’accorpamento della Direzione didattica 2° Circolo con la sede di via Tina dello stesso istituto.

Barcaioli Alle decisioni dell’Ufficio scolastico regionale hanno fatto seguito, nel giro di poche ore, numerose reazioni politiche e istituzionali, tutte fortemente critiche. L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli parla di una scelta imposta dal Governo «senza ascoltare la Regione», che «colpisce la scuola pubblica nel suo insieme e la riduce a una variabile di bilancio». Secondo Barcaioli il dimensionamento è stato deciso all’ultimo momento e produce effetti rilevanti soprattutto a Città di Castello, dove nasceranno due istituti comprensivi tra i più grandi dell’Umbria. La Regione, ha ricordato, attende ancora l’esito del ricorso al Presidente della Repubblica, che potrebbe incidere sulle decisioni assunte.

Presciutti Critico anche il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, che definisce il provvedimento «iniquo e penalizzante per la sola provincia di Perugia». Presciutti sottolinea lo squilibrio territoriale determinato dal piano, con otto dimensionamenti concentrati nella provincia di Perugia e uno soltanto in quella di Terni, parlando di una scelta «pericolosa, ingiustificata e ingiustificabile». Pur ribadendo il rispetto formale per le decisioni del commissario, il presidente della Provincia evidenzia come il lavoro di confronto svolto nei mesi scorsi con territori, scuole e sindacati non abbia trovato riscontro nell’assetto finale, auspicando che i procedimenti avviati dalle Regioni possano riaprire un confronto di merito.

Michelini Sul piano politico regionale interviene anche la consigliera Letizia Michelini (Pd), che annuncia la presentazione di un’informativa e di una mozione urgente in consiglio regionale. Michelini definisce il commissariamento della Regione «un atto grave e politicamente inaccettabile», che colpisce in modo ingiusto Gubbio, Città di Castello e l’intera Alta Umbria. Secondo la consigliera, la Regione aveva già attuato i correttivi richiesti e si era opposta con motivazioni fondate a un ulteriore ridimensionamento, mentre il Governo avrebbe scelto «la strada della forzatura istituzionale», imponendo decisioni dall’alto e ignorando il ruolo delle autonomie locali.

Secondi Dura la presa di posizione dell’amministrazione comunale di Città di Castello. Il sindaco Luca Secondi e l’assessora alle Politiche scolastiche Letizia Guerri parlano di una decisione «illogica e umiliante», alla quale il Comune intende opporsi «in tutte le sedi». Secondo il Comune, l’accorpamento delle direzioni didattiche, ciascuna con circa 800 studenti, porterà alla creazione di istituti comprensivi di dimensioni eccessive, difficili da gestire sul piano organizzativo. Viene inoltre evidenziata la criticità legata alla situazione della scuola media Alighieri-Pascoli, priva di una sede definitiva dopo la demolizione del plesso della Dante Alighieri, con conseguenti problemi di spazi e sicurezza.

Le famiglie Preoccupazione arriva anche dalle famiglie. Un gruppo di genitori del Primo Circolo didattico San Filippo di Città di Castello chiedono «un immediato chiarimento pubblico e trasparente, supportato da dati tecnici verificabili» sulle motivazioni del dimensionamento. Le famiglie contestano l’assenza di un confronto preventivo e temono che l’accorpamento possa compromettere la qualità della didattica, la gestione delle sedi e la continuità dei progetti educativi già avviati, soprattutto alla luce della mancanza di una sede definitiva per la scuola secondaria Alighieri-Pascoli. «Non accettiamo che la scuola venga trattata come una mera operazione contabile», affermano, sollecitando l’apertura di un tavolo pubblico con il commissario e gli enti coinvolti.

I dem Una posizione condivisa anche dal gruppo Pd regionale, che in una nota esprime «netta contrarietà alla decisione del Governo di andare avanti nel dimensionamento scolastico, senza alcuna partecipazione e senza aspettare l’esito del ricorso al Presidente della Repubblica». Per i consiglieri dem, l’Umbria aveva già sostenuto sacrifici significativi e non meritava «un’ulteriore batosta», soprattutto in assenza di un aggiornamento dei dati sulle iscrizioni, ribadendo il sostegno a ogni iniziativa della Giunta regionale a difesa della scuola pubblica e dei territori coinvolti.

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