Non solo una manifestazione ma anche un vertice, lunedì, con il commissario Ernesto Pellecchia e una raccolta firme. Domenica mattina in tanti a Città di Castello tra famiglie degli studenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte al presidio di protesta contro il dimensionamento scolastico e, in particolare, contro gli accorpamenti decisi in settimana da Pellecchia, neo direttore dell’Ufficio scolastico regionale.
La manifestazione La protesta si è svolta davanti ai cancelli del cantiere della scuola media Dante Alighieri, luogo scelto non a caso come simbolo di una situazione già critica. Genitori, studenti, insegnanti e cittadini hanno manifestato il loro dissenso contro la decisione di accorpare l’istituto comprensivo Alighieri-Pascoli ai due circoli didattici di Città di Castello, come previsto dal decreto di mercoledì che definisce l’assetto del sistema scolastico umbro per l’anno 2026-2027.
Chi c’era Alla mobilitazione hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali. Erano presenti il sindaco Luca Secondi, gli assessori della giunta comunale, diversi consiglieri comunali, amministratori locali e regionali, la consigliera regionale Letizia Michelini, il senatore Walter Verini, oltre a sindacati e associazioni. Una presenza ampia che ha accompagnato la comunità scolastica, unita nel contestare una decisione ritenuta dannosa e assunta senza un confronto preventivo.
Le ragioni A nome dei genitori e della scuola è intervenuta Lucia Fiorucci, coordinatrice dell’iniziativa, che ha spiegato le ragioni della protesta. «In sostanza ci sarà il taglio dei dirigenti, del personale di segreteria, del personale Ata», ha detto, sottolineando come l’accorpamento metta a rischio la continuità didattica e la capacità di rispondere ai bisogni specifici di bambini e ragazzi. Secondo Fiorucci, una dirigenza unica, con scuole distribuite su più plessi, renderebbe più complessa anche la gestione della sicurezza e delle emergenze, mentre il rapporto tra scuola e famiglie rischierebbe di diventare meno diretto ed efficace. A pesare ulteriormente è la mancanza della sede fisica della Dante Alighieri, demolita e in attesa di ricostruzione. «Tutto questo senza un piano approvato, né un dialogo tra le istituzioni. Perché?», ha concluso, annunciando l’avvio di una raccolta firme proprio durante il presidio.
Il sindaco Secondi ha definito la manifestazione una grande giornata di partecipazione e di coesione civile. «Siamo qui – ha detto – accanto a chi ha organizzato in maniera condivisa e spontanea questa iniziativa per far sentire in maniera corale la voce di dissenso rispetto a questa situazione inaccettabile», spiegando che la scelta del cantiere della scuola è servita anche a richiamare l’attenzione sullo stallo della ricostruzione. Insieme all’assessore ai Servizi educativi Letizia Guerri, Secondi ha ribadito l’appello al Ministero affinché venga riavviato l’iter, fermo da oltre un anno.
L’incontro Nel corso dell’intervento è stato annunciato un incontro fissato per lunedì con il commissario Pellecchia. In quella sede l’amministrazione comunale ribadirà la propria contrarietà al provvedimento, facendosi carico delle preoccupazioni espresse dalle famiglie e dalla comunità scolastica, anche in relazione alla mancanza di spazi adeguati per programmare le attività future. Il Comune, ha spiegato il sindaco, ha già avviato un dialogo con le istituzioni competenti e con i vertici della Regione, dalla presidente Stefania Proietti all’assessore Fabio Barcaioli, oltre ai parlamentari eletti nel territorio, che si sono detti disponibili a cercare una soluzione condivisa.
Le ricadute Molto applaudito anche l’intervento di Filippo Pettinari, dirigente scolastico della scuola media Giovanni Pascoli, che ha richiamato l’attenzione sulle ricadute concrete dell’accorpamento sulle attività didattiche e sui progetti già in corso, costruiti negli anni proprio sull’attuale assetto degli istituti. Nei giorni precedenti alla manifestazione il Comune aveva già avviato le procedure per presentare un ricorso al Tar contro il decreto direttoriale 62 e un’istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni del decreto. Motivazioni che non sono state rese pubbliche e che rappresentano il presupposto delle decisioni successive.
Privo di fondamento L’amministrazione comunale contesta nel merito l’accorpamento deciso per Città di Castello, ritenuto privo di fondamento e illogico. Con direzioni didattiche che contano già circa 800 studenti ciascuna, l’operazione porterebbe alla nascita di due istituti comprensivi tra i più grandi dell’Umbria, mentre in altri comuni esistono realtà con numeri molto inferiori. Particolarmente criticata è anche la separazione tra la Dante Alighieri e la Giovanni Pascoli, che attualmente condividono un’unica sede a causa della demolizione della Alighieri, interessata da un intervento Pnrr oggi fermo dopo la rescissione del contratto con l’azienda incaricata dei lavori.










