L’estate che da calendario inizierà fra pochi giorni «la vediamo come uno spartiacque» per quanto riguarda il nuovo e agognato Piano sociosanitario regionale, che manca in Umbria ormai dal 2009. A dirlo è stata la presidente Stefania Proietti rispondendo a Umbria24 a margine della presentazione, che si è tenuta mercoledì pomeriggio nella sala del consiglio provinciale, del Piano regionale sulla salute mentale. «Siamo a buon punto ma non vi do un orizzonte temporale preciso – ha aggiunto Proietti – perché non posso farlo ora, ma il periodo estivo, in cui il dibattito solitamente si calma, può essere una data utile per noi».
I nodi Il maxi Piano sociosanitario da oltre 500 pagine viaggia ormai da mesi lungo i corridoi della Regione, senza però essere ancora approdato in giunta per la pre-adozione, calcio d’inizio che segnerà l’avvio dell’adozione vera e propria, del percorso di partecipazione e poi dell’approdo in commissione e in consiglio per il via libera finale; un percorso che realisticamente potrebbe concludersi intorno alla fine dell’anno. Se sulla maggior parte dei temi c’è convergenza ne rimangono almeno tre, decisivi e pesantissimi, sui quali un accordo in maggioranza e in giunta va trovato: mantenimento delle due Usl o azienda unica, numero dei distretti (oggi 12, troppi) e riorganizzazione della rete ospedaliera.
Il lavoro «Non sono io da sola a trarre le conclusioni – ha detto Proietti – c’è una maggioranza che lavora strenuamente, insieme al grande lavoro della Terza Commissione e della Commissione Pnrr». «A volte il dibattito pubblico — ha continuato — è di grande interesse. È una revisione integrale che merita la giusta riflessione pubblica, anche a mezzo stampa, perché ci permette di recepire il pensiero degli stakeholder. La politica non può non ascoltare il dibattito pubblico, anche se si sviluppa su ipotesi non ancora certe; ricordo sempre che gli enti parlano per atti e con i fatti». Proietti ha poi rimarcato il valore della discussione: «Più il dibattito sulla sanità è pubblico, meglio è. Chiaramente il lavoro è stato estremamente difficoltoso: recuperare e tirare le fila dal 2009 su un tema vitale come la sanità fa tremare i polsi».
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