Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, immagine dalla propria pagina social.

Vittoria Ferdinandi ribadisce di non avere intenzione di lasciare Perugia prima della scadenza del mandato, nel 2029, nonostante le ipotesi e le indiscrezioni – circolate più volte nel corso degli ultimi mesi – su un possibile futuro impegno politico nazionale. La sindaca, civica alla guida di un’ampia coalizione di centrosinistra, ha confermato la volontà di proseguire il lavoro alla guida del capoluogo umbro intervenendo alla Festa dell’Unità al Cva di Case Nuove.

Rimarrò qui «Le cittadine e i cittadini di Perugia – ha detto nel corso dell’intervista ad Ansa Umbria – mi hanno affidato un mandato chiaro e importante e io intendo portarlo a compimento con serietà e responsabilità. Ho sempre detto che rimarrò qui almeno fino al 2029 e questo farò». Sollecitata sull’eventuale esistenza di interlocuzioni politiche per un incarico nazionale, la sindaca non è entrata nel merito, ribadendo però la sua priorità: «Io resto qui – ha aggiunto – per continuare a governare la città e per realizzare il progetto per il quale i perugini ci hanno scelto».

Polverone sulla leadership Ferdinandi ha comunque confermato l’intenzione di contribuire alla prossima campagna elettorale per le politiche: «Questo non mi impedirà naturalmente di dare il mio contributo anche nella prossima campagna elettorale per le politiche, perché credo sia necessario costruire un’alternativa alla destra per il governo del Paese». Nel suo intervento ha quindi ridimensionato il dibattito interno al centrosinistra sulla futura leadership nazionale, definendolo «un polverone completamente privo di senso». Secondo la sindaca, il campo progressista rischia di concentrarsi su questioni premature invece di lavorare alla definizione di un progetto politico condiviso.

La trappola «Cadiamo sempre nelle trappole dei nostri avversari», ha detto Ferdinandi, auspicando «prima di tutto un grande patto per l’Italia». Nel ragionamento sulla scelta del futuro candidato alla presidenza del Consiglio, la sindaca ha richiamato anche il ruolo del presidente della Repubblica previsto dalla Costituzione: «Finché non arriva la nuova legge elettorale con la quale forse ci verrà chiesto di indicare il candidato premier – ha sottolineato – noi che siamo usciti dalla campagna referendaria sulla giustizia dicendo “se c’è un valore per unire il campo progressista è la Costituzione”, dovevamo martellare con l’articolo 92 e dire semplicemente che è prerogativa del presidente della Repubblica nominare quello del Consiglio».

Prima i contenuti Per Ferdinandi, il centrosinistra dovrebbe spostare il confronto dalla scelta dei nomi ai contenuti. «Soprattutto i giovani non ci stanno ma hanno bisogno di qualcuno che gli racconti quale idea di Paese abbiamo per loro», ha detto, indicando tra i temi da affrontare il modello di sviluppo, il lavoro, le opportunità, il welfare, la scuola, la sanità, la sicurezza, la coesione sociale e il rapporto con l’ambiente. Un ruolo importante, nella sua impostazione, può essere svolto dalle amministrazioni locali: «Credo che proprio dalle città possa arrivare un contributo importante, perché è nelle città – ha detto – che un’idea di Paese diventa concreta, nelle scelte che facciamo ogni giorno sulla qualità della vita, sui servizi, sul lavoro, sulla mobilità, sulla cura degli spazi pubblici e sulla capacità di non lasciare indietro nessuno».

La festa La sindaca è intervenuta nella prima giornata della Festa dell’Unità di Perugia, tornata a svolgersi dopo undici anni. Nel corso dell’appuntamento dedicato a «Perugia nel prossimo decennio – Una visione e un progetto», Ferdinandi ha parlato anche della necessità di rilanciare la partecipazione politica: «Riportare la festa qui significa riprenderci la nostra identità, rimettere al centro il sentimento popolare e il legame comunitario». La serata è proseguita con un confronto dedicato alla sanità pubblica e al futuro del servizio sanitario, mentre l’apertura è stata affidata al segretario comunale Stefano Moretti: «Siamo il partito che ha contribuito a eleggere la prima sindaca donna di Perugia – ha detto – e siamo consapevoli del nostro ruolo guida nell’alleanza nell’elaborare idee e proposte. Quel progetto nato con lo slogan “vince Perugia” continua a battere forte oggi».

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