di Iv. Por.
Un attacco anonimo e velenoso buttato su Facebook dal titolo «Basta andare a letto con l’Imperatore e diventi assessore». Vittima la neo eletta in consiglio comunale di Perugia Emanuela Mori. Un volantino che, in verità non fa neppure nomi ma è chiarissimo nel riferimento al legame della Mori con il presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi. Pesanti riferimenti a sfondo sessista che declassano il successo di preferenze ottenuto alle urne a bieco favore del potente amante. Di fronte a questo lei regisce querelando e il Pd si schiera compatto dalla sua parte.
La reazione «In queste ultime ore – spiega su Fb – sono stata oggetto, sul web, di un pesante attacco diffamatorio che coinvolge anche la mia sfera affettiva, teso a delegittimare il risultato elettorale che mi ha visto arrivare prima nella lista del Pd per il comune di Perugia con 1.329 voti. Per tutelare la mia onorabilità e quella del partito a cui appartengo, il Pd – aggiunge – oltre ad aver agito per vie legali, invito tutte le donne ad intervenire su Facebook a difesa dell’impegno politico della donna. Ed inoltre – conclude – vorrei ricordare che anche solo postare e diffondere offese ed ingiurie su Facebook è reato».
Al fianco di Emanuela Mori il candidato sindaco Wladimiro Boccali. «Non pensavo – dice – si potesse giungere ad un tale basso livello. Da mesi il mio profilo Facebook è invaso da insulti, volgarità e offese personali. Segno evidente che non avendo questi signori nessun argomento serio su cui confrontarsi o per cui contestare la mia azione, si riducono a miserabili e meschini attacchi personali. Ho taciuto fino ad ora su questo aspetto che riguardava me, ma di fronte ad una meschinità come quella consumata nei confronti di Emanuela Mori, a cui va la mia profonda e affettuosa solidarietà, non era e non è più possibile tacere. Invito ogni parte politica seria e responsabile a fare altrettanto e denunciare pubblicamente questi comportamenti, per fermare questa ondata di violenza mediatica che non appartiene ad una cultura del rispetto della dignità e di civile confronto politico che invece è patrimonio del mio partito e della nostra città».
Giacopetti: «Vile attacco» Dalla parte della Mori si schiera il segretario cittadino del Pd Francesco Giacopetti. «Delegittimare un avversario politico per i percorsi intrapresi e le scelte fatte – afferma Giacopetti – è un mezzo legittimo di contendersi un’elezione. Ma costruire ad arte una gogna mediatica per screditare sul piano personale una persona svilisce ancora di più chi non ha contenuti da proporre alla pubblica discussione. Quello che è successo a Emanuela Mori fa male alla politica cittadina e non sortirà l’effetto di screditarne l’impegno all’interno del Pd. Spero si interrompa una tale inciviltà. A lei va tutta la mia personale e quella del Partito democratico Perugia solidarietà umana per il vile attacco».
Bracco e Verini «Come donna e come mamma – afferma in una nota Gemma Bracco, consigliera di Parità della Provincia di Perugia – non riesco proprio a tollerare il fatto che una persona, Emanuela Mori, risultata grandemente vincente nella competizione elettorale delle scorse comunali, avendo vinto il confronto sulle preferenze, sia oggetto di attacchi violentissimi solo perché donna. Si parla tanto di parità di genere e di pari opportunità – aggiunge – si scomodano i padri costituenti e la costituzione, ma la strada da fare, a quanto pare, è ancora molta». Solidarietà anche dal deputato Walter Verini: «Non ci sono parole per condannare chi pratica questi comportamenti – afferma -, tra l’altro dietro uno squallido anonimato. Si qualificano da soli: rivelano grettezza, maschilismo volgare, sessismo medioevale, tutte cose che non hanno niente a che fare con la politica e il confronto civile che caratterizza la città di Perugia».
Marini: «Campagna ignobile»Anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini, esprime la sua «solidarietà e vicinanza ad Emanuela Mori, neo consigliere comunale di Perugia e più votata in termini di preferenze, e alle altre donne elette che sono state oggetto di una campagna ignobile, condotta nell’anonimato del web attraverso i soliti insulti violenti e sessisti. Non fa parte della cultura umbra – aggiunge – della sua lunga tradizione di donne autorevoli impegnate nell’imprenditoria, nelle scienze, nel lavoro e nelle professioni così come nelle istituzioni e nella politica. Sappiamo che solo chi non ha argomenti intelligenti sostiene campagne di odio per denigrare l’intelligenza, la competenza e l’autorevolezza di migliaia di donne impegnate nella società ed anche nella politica. Per questo sono certa che le forze di polizia individueranno i responsabili per affidarli alla giustizia».
Bonaccini e Sereni Stefano Bonaccini, responsabile Enti Locali del Pd: «Solidarietà a nome mio e del Pd alla neo consigliera comunale di Perugia Emanuela Mori per le offese ricevute. È sempre grave che solo per il fatto di essere una donna, si venga delegittimati e denigrati con insulti sessisti e inqualificabili, per giunta anonimi. Questi episodi vanno condannati con fermezza. Ad Emanuela la nostra vicinanza e incoraggiamento a continuare nel suo impegno sul territorio». Marina Sereni esprime «la mia solidarietà a Emanuela e a tutte le nostre elette. Siamo una Regione fiera dei suoi valori di civiltà, di tolleranza, di non violenza ed esprimiamo molte risorse femminili impegnate in ogni ambito per far crescere la nostra terra. Non ci faremo intimidire da vigliacchi che si nascondono dietro l’anonimato del web e che non hanno altri argomenti se non l’insulto maschilista».

A me non sembra che sia stata attaccata “in quanto donna” e non sarebbe male che rispondesse NEL MERITO.