Terza e ultima giornata a Orvieto per il Forum dell’indipendenza italiana, dal titolo “Il futuro dell’Italia”, l’appuntamento annuale della destra sociale in programma quest’anno dal 18 al 20 settembre. Il dibattito è iniziato poco dopo le 10, con la presenza del fondatore di Futuro Nazionale Roberto Vannacci e dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. In contemporanea, dalle 10 alle 13 in piazza Gualterio, si è tenuto il presidio «democratico e antifascista» promosso da Anpi, Articolo 21, Spi Cgil e Rose rosse d’Europa, al quale hanno partecipato circa un centinaio di persone.
Il discorso «Il mio sogno si sta avverando», he detto Vannacci aprendo l’incontro, per poi partire subito all’attacco: «Non c’è partito più libero di Futuro Nazionale, anche se gli obiettivi restano irremovibili. Io non voglio amministrare il declino della società, voglio fare gli interessi dell’Italia e degli italiani, come un politico saggio». Vannacci ha risposto anche alle critiche, prima fra tutte quella per la sua immagine capovolta nella locandina del presidio organizzato a Orvieto: «La posizione la conosco bene, il lancio con il paracadute prevede di buttarsi di testa. Ma il punto è cosa vogliono loro? Vorrebbero che io non parlassi, ma noi ci siamo e ci saremo. Sono i difensori dei diritti e della democrazia, ma vogliono vietare il dibattito».
LE FOTO DEL PRESIDI A ORVIETO CONTRO L’ARRIVO DI VANNACCI
Il programma Il generale cita alcuni degli obiettivi del programma di Futuro Nazionale: il lavoro, la famiglia, i reati di femminicidio e antisemitismo, l’identità nazionale. «Non vogliamo ridistribuire la ricchezza, vogliamo crearla per renderci benestanti – afferma Vannacci -. In Italia non vogliamo chi ci ruba il lavoro, vogliamo prezzi più bassi per l’energia, così da produrre in maniera più competitiva: dobbiamo modificare il nostro sistema energetico». Duro l’attacco contro l’Europa e Ursula von der Leyen, a sostegno della linea del nazionalismo. Il generale punta poi sulla natalità, che a suo dire è la vera crisi dell’Unione Europea: «Vorrei il “Reborn Europe” per contrastare il basso tasso di natalità. Le famiglie hanno bisogno di supporto economico, anche con il reddito di genitorialità o i mutui tricolore».
Modello Ulisse Sempre a proposito di famiglia, Vannacci parla del patriarcato meridionale, spiegando che non è un ruolo di oppressione ma di rispetto e dovere: «L’idea dell’uomo che abbiamo è Ulisse, che lascia la sua famiglia per proteggere la patria. Non vogliamo colpevolizzare l’uomo in quanto tale e anche per questo rifiutiamo il reato di femminicidio. Non perché neghiamo chi fa del male alle donne, ma perché tutti i reati sono uguali e le pene devono essere severe per tutti». Sul prossimo voto in Parlamento sul reato di antisemitismo, il fondatore di Fn sostiene che «noi voteremo contro questa legge, non perché odiamo gli ebrei, ma perché offendere un ebreo equivale a offendere un cristiano, un musulmano o chiunque altro».
Il Governo Vannacci attacca infine l’attuale Governo Meloni, sostenendo che calcoli ogni mossa: «Loro considerano l’idea di lasciare il governo alla sinistra invece di allearsi». Il discorso del generale è stato preceduto da quello di Gianni Alemanno: «Entro 10 anni – ha sostenuto Vannacci sarà presidente del Consiglio». Alemanno ha ripercorso poi la storia del meeting a Orvieto, nato nel 1999, e la nascita della destra sociale. «Futuro Nazionale con Vannacci può essere la vera speranza, a patto di non sbagliare e di continuare a essere sovranisti. Dobbiamo essere fino in fondo la destra nazionale sociale. Vinciamo questa battaglia».
La protesta Il presidio di protesta si è tenuto a breve distanza dalla sede del Forum. A scendere in piazza è stato anche il senatore dem Walter Verni: «Non vogliamo togliere la parola a nessuno – ha detto – anzi i Vannacci possono parlare in questo paese proprio perché ottant’anni fa vinsero quelli che volevano la democrazia, non quelli che sarebbero stati i suoi amici, cioè i fascisti. Ma bisogna alzare la voce democraticamente contro idee come remigrazione, donne e tanti aspetti della vita»; idee che l’esponente pd definisce «violente, retrograde, razziste, estranee alla convivenza civile di questo paese».
Simbolo di chiusure «L’Umbria – ha aggiunto – è la terra delle marce della pace, del dialogo, di Capitini. È una terra che include e non esclude, apre e non chiude. Vannacci è il simbolo delle chiusure, dei muri, in un tempo drammatico in cui servirebbero ponti e dialogo». Tra i coordinatori del presidio anche Enrico Pietrangeli: «Non è nel nostro dettato costituzionale – ha sottolineato – impedire qualcosa a qualcuno». L’obiettivo è invece contrastare «una visione lesiva dei diritti delle persone».


