«Terni non segue soltanto i modelli. Contribuisce a costruirli. E l’audizione in Senato non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che guarda alla finanza locale del futuro». È questo il significato dell’audizione dell’assessore al Bilancio del Comune di Terni, Michela Bordoni, tenutasi nei giorni scorsi davanti alla Sesta commissione permanente Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, presieduta dal senatore Massimo Garavaglia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale da parte degli enti della riscossione.
Un’occasione istituzionale nella quale il Comune di Terni ha illustrato il percorso di riorganizzazione della finanza locale avviato fin dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Bandecchi, attraverso un progetto di trasformazione organizzativa coordinato dall’assessore Michela Bordoni. L’audizione del Comune di Terni rappresenta una delle tappe dell’indagine conoscitiva destinata ad approfondire le modalità di gestione e riscossione delle entrate degli enti locali.
Secondo il percorso illustrato durante l’audizione, spiega l’assessore Bordoni in una nota, la Commissione proseguirà il confronto ascoltando anche il Comune di Milano, quale realtà metropolitana, e un Comune di dimensioni più contenute, così da confrontare esperienze amministrative e capacità di riscossione differenti. Terni partecipa nella propria dimensione di Comune capoluogo di provincia, offrendo l’esperienza di un ente che ha affrontato una complessa situazione finanziaria attraverso una riorganizzazione delle entrate.
Al termine degli approfondimenti, la Commissione elaborerà gli esiti dell’indagine conoscitiva sulla base degli elementi acquisiti. «Il valore di questa audizione va oltre la presentazione dei risultati raggiunti. Il Senato sta approfondendo un tema centrale per il futuro degli enti locali: migliorare la capacità di riscossione, riorganizzare il magazzino fiscale e garantire una gestione più efficiente ed equa delle risorse pubbliche.Terni ha portato la propria esperienza concreta in questo confronto nazionale, dimostrando quanto sia importante che le soluzioni sviluppate nei territori contribuiscano alla riflessione delle istituzioni centrali», dichiara l’assessore Bordoni.
«In meno di tre anni – continua l’assessore – abbiamo lavorato per cambiare il modo di concepire la finanza locale. Non volevamo limitarci a registrare le entrate o a intervenire quando le criticità erano ormai consolidate. Volevamo costruire un sistema capace di conoscere, monitorare e governare tutte le risorse dell’ente. È stata una scelta di indirizzo politico precisa, condivisa con il sindaco Bandecchi, che abbiamo tradotto in un nuovo modello organizzativo». Il punto centrale di questa trasformazione è stata la costituzione dell’Ufficio Unico delle Entrate Comunali, con il superamento della frammentazione gestionale e l’integrazione delle diverse tipologie di entrata: tributarie, extratributarie e patrimoniali.
Ecco i dati illustrati dall’assessore durante l’audizione. Sul rendimento Imu nel periodo 2021-2026, a fronte di 51 milioni di euro accertati, il Comune di Terni ha incassato 23,8 milioni di euro, pari al 46,7%. Particolarmente significativo il confronto con i benchmark nazionali Ifel: «Accertamento pre-coattivo: Terni raggiunge il 37,8%, rispetto al 34,4% del benchmark nazionale, con un vantaggio di 3,4 punti percentuali – spiega l’assessore -; riscossione coattiva: Terni registra il 23,1%, rispetto al 16,3% nazionale, con un vantaggio di 6,8 punti percentuali; incassi in conto residuo relativi al Codice della Strada: nel triennio 2024-2026 si registra una crescita del 152%, con incassi superiori a 9,5 milioni di euro; recupero dell’evasione Imu: incremento del 36,8%». Un ulteriore indicatore illustrato in Senato riguarda il tasso di smaltimento dei residui. Tra gli ulteriori dati disponibili, gli incassi da sanzioni, interessi e maggiorazioni sono passati da circa 2 milioni di euro nel 2024 a quasi 2,5 milioni nel 2025, con una proiezione di circa 3 milioni di euro nel 2026.
«La riscossione non deve essere interpretata come un’attività vessatoria. Deve rappresentare uno strumento di giustizia ed equità fiscale. Chi paga regolarmente deve essere tutelato e non può sostenere anche il peso di chi non adempie. Allo stesso tempo, chi attraversa una difficoltà reale deve trovare un’amministrazione capace di ascoltare, accompagnare e individuare, nel rispetto delle norme, soluzioni che consentano di regolarizzare la propria posizione. Non riscuotiamo per riscuotere. Governiamo le entrate per restituire ai cittadini servizi di qualità, garantendo equità e sostenibilità».
L’esperienza presentata in Senato non rimane circoscritta al territorio comunale. Il Comune di Terni, in collaborazione con Anci Umbria, sta portando a conoscenza delle altre amministrazioni regionali il modello organizzativo dell’Ufficio Unico delle Entrate e le funzionalità del Portale Unico del Contribuente. L’obiettivo è favorire la diffusione di procedure, strumenti e metodologie che possano essere adattati anche alle esigenze dei Comuni di minori dimensioni.
Il percorso di divulgazione e confronto istituzionale ora proseguirà. Il prossimo appuntamento è fissato per il 26 novembre, quando il Comune di Terni presenterà insieme a IFEL – Fondazione ANCI il proprio sistema di organizzazione della finanza locale.
«Desidero ringraziare la Direzione Tributi, la Direzione Bilancio, l’Ufficio Unico delle Entrate Comunali, i dirigenti, i funzionari e tutto il personale che, con determinazione, abnegazione, professionalità e senso di responsabilità, sta accompagnando questo importante percorso. La visione politica deve trovare nelle competenze amministrative e nel lavoro quotidiano delle persone la capacità di trasformarsi in risultati concreti. Un ringraziamento va anche a tutti gli stakeholder e ai soggetti coinvolti, che con la loro collaborazione contribuiscono allo sviluppo del Portale Unico del Contribuente e alla costruzione di un sistema che unisce innovazione, trasparenza, digitalizzazione e fiducia. È un lavoro di squadra che dimostra come il cambiamento sia possibile quando indirizzo politico, competenze professionali e collaborazione istituzionale procedono verso obiettivi condivisi», chiosa Bordoni.


