di Dan.Bo.

La Corte dei conti dell’Umbria ha confermato l’illegittimità del finanziamento dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale attraverso i trasferimenti dal Fondo sanitario regionale e ha negato la parifica al capitolo di spesa del rendiconto 2023 per oltre 14,2 milioni di euro. Ha invece parificato il rendiconto 2024, con l’esclusione della quota destinata all’Arpa, pari a quasi 8,3 milioni di euro. Le decisioni sono state assunte nelle udienze svolte venerdì mattina alla Sala dei Notari di Perugia nell’ambito di una vicenda – quella relativa ai fondi Arpa – finita al centro dell’attenzione già nell’estate del 2024, quando la Corte non parificò il rendiconto di bilancio.

Rettifica Il presidente della Sezione di controllo, Antonello Colosimo, ha spiegato che Palazzo Donini dovrà correggere gli importi: «La Regione – ha detto a margine dell’udienza incontrando i giornalisti – dovrà provvedere a rettificare gli importi perché c’è una quota parte, quella degli 8 milioni di euro che deve essere ridefinita nell’ambito del rendiconto che sarà segnalato alla Corte dei conti l’anno prossimo». Gli 8 milioni, già rientrati nelle casse regionali, dovranno essere nuovamente coperti nel bilancio 2024. Colosimo ha ricordato che il tema è nazionale e ha citato i recenti interventi della Corte costituzionale, sottolineando come «tutto questo sarà oggetto di una decisione politico-governativa».

Le sentenze Uno di questi interventi ha riguardato anche l’Umbria. La Sezione regionale della magistratura amministrativa era infatti chiamata a dare esecuzione alla sentenza della Corte costituzionale che ha inciso sui rendiconti 2023 e sul primo semestre 2024. Colosimo ha spiegato che le camere di consiglio sono state due e non una per non alterare gli effetti della pronuncia.

Proietti Dopo la relazione del magistrato Francesca Abbati e la requisitoria del procuratore regionale Antonietta Bussi, è intervenuta la presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha ricordato come il suo insediamento sia successivo ai periodi esaminati dalla magistratura contabile. Proietti ha poi definito l’intervento dei giudici un’occasione per rafforzare gli ordinamenti regionali, sostenendo che l’Umbria può diventare un modello per la gestione futura dei fondi.

Verifiche A margine dell’udienza la procuratrice Bussi ha richiamato l’esigenza di vigilare sulla destinazione delle risorse: «È importante – ha detto – che sia verificato che le Agenzie per l’ambiente destinino le risorse alle esigenze sanitarie che costituiscono un diritto primario sia per l’individuo sia per la collettività il cui benessere viene salvaguardato anche tutelando la salute». In chiusura è intervenuto il presidente emerito della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre. Colosimo ha quindi salutato la Sezione umbra annunciando il suo nuovo incarico alla guida della Sezione di controllo sugli enti statali.

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