di Daniele Bovi
Per la prima volta in Umbria il rendiconto di bilancio della Regione non è stato approvato dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti. La notizia, che ha cominciato a circolare già giovedì, è stata ufficializzata venerdì mattina alla Sala dei Notari di Perugia, dove si è tenuta l’udienza. La parifica è un giudizio con il quale, ogni anno, la Corte formula una serie di osservazioni sulla legittimità e regolarità della gestione, proponendo correttivi e interventi per assicurare l’equilibrio di bilancio e una spesa efficace ed efficiente.
VIDEO – IL PRESIDENTE COLOSIMO: «UN FATTO TECNICO»
La questione La Sezione dopo una breve camera di consiglio ha disposto il «non luogo a provvedere», dopo che la Procura poco prima aveva sottolineato che «non ricorrono i presupposti per il provvedimento». Al centro della vicenda c’è il capitolo 2.490 del bilancio 2023, quello attraverso il quale vengono assegnati 14,2 milioni di euro all’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) attraverso le risorse del Fondo sanitario nazionale. Il 4 luglio scorso la Procura contabile ha evidenziato la possibile incostituzionalità della legge regionale del ’98 con la quale si istituisce l’Arpa alla luce di una sentenza di quest’anno della Corte costituzionale che, intervenendo su un caso analogo avvenuto in Sicilia, ha dichiarato illegittima l’assegnazione di risorse all’Arpa siciliana attraverso il Fondo sanitario.
OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO: «UN FALLIMENTO, AGABITI SI DIMETTA»
Ddl ritirato E così, visti i tempi stretti, giovedì la giunta regionale ha ritirato il disegno di legge relativo al rendiconto, dando mandato agli uffici di predisporne un altro entro il 31 luglio. Nel nuovo atto, in attesa dei chiarimenti, ci sarà un «accantonamento cautelativo e prudenziale» di 14,2 milioni. La questione riguarda anche altre Regioni e così Palazzo Donini pensa anche di affrontarla in sede di Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di chiarire se i Lea (i Livelli essenziali di assistenza) da erogare attraverso Arpa possono essere finanziati con il Fondo sanitario oppure no.
Colosimo A margine dell’udienza il presidente della Sezione, Antonello Colosimo, ha parlato di una «questione tecnica visto che i fondi del Servizio sanitario regionale sono stati dati in una quota al finanziamento dell’Arpa che tra l’altro svolge funzioni di protezione ambientale e in qualche modo anche ascrivibili ad attività di prevenzione socio-sanitaria. Questo però – ha detto – non è possibile perché una sentenza della Corte costituzionale di quest’anno ci dice che non può essere fatto così». Il presidente ha poi ritenuto «opportuno anche comunicare che i saldi che erano stati presentati nel rendiconto ritirato dalla Regione erano tutti saldi positivi. Il che denota una gestione contabile e finanziaria in linea con le indicazioni della Corte dei Conti».
Tesei La presidente della Regione ì Donatella Tesei, a cui è stata data la parola prima del rinvio, ha sottolineato che «non è una scelta strana visto che i tempi erano stretti e contingentati per poter fare tutti gli approfondimenti del caso dopo queste criticità emerse in sede di parifica del bilancio regionale». «Siccome abbiamo un ottimo rendiconto e tutte le capacità per poter fare tutti gli accantonamenti necessari – ha aggiunto – abbiamo deciso di ritirare il disegno di legge e di riapprovarlo anche alla luce di necessari approfondimenti che faremo pure in sede di Conferenza delle Regioni e della Stato Regioni». Dopo gli approfondimenti con la magistratura contabile, a essere modificato sarà anche la legge regionale istitutiva dell’Arpa e in particolare l’articolo relativo al finanziamento.
