Il consiglio regionale

La campagna elettorale in vista delle regionali d’autunno è di fatto già partita e così, venerdì, le opposizioni in consiglio regionale hanno preso la palla al balzo attaccando a testa bassa la giunta sulla mancata parifica, da parte della Corte dei conti, del rendiconto di bilancio. «Un fatto gravissimo – dicono i consiglieri di Pd, M5S e Misto – che non è mai successo nella storia del regionalismo umbro. La mancata parifica, e il “goffo” ritiro del disegno di legge relativo al rendiconto, dovuto ai gravi rilievi della Corte dei Conti, al di là del merito, certifica il fallimento del governo regionale, che si è dimostrato incapace e dannoso non solo sui temi della sanità e delle politiche economiche ma anche della finanza pubblica».

I PERCHÉ DELLA MANCATA PARIFICA

Le opposizioni «Al di là della sostanza giuridica – scrivono – questo episodio rappresenta una macchia nera che segna questa legislatura ed è da considerare come l’ennesima dimostrazione di inadeguatezza della destra. Una destra – commentano – che sta smantellando progressivamente i servizi e le prestazioni della sanità pubblica regionale, a partire dalle liste d’attesa». «Tale fattispecie – aggiungono – avrà anche conseguenze dirette in termini di limitazioni di bilancio che, tra le altre, andranno a precludere le assunzioni di personale, a porre limiti all’applicazione dell’avanzo e il divieto di riconoscere gli incentivi al personale sulle entrate. Questo fatto – concludono – attesta quindi il fallimento delle politiche di bilancio tali per cui la stessa assessora regionale competente dovrebbe trarne le debite conseguenze».

REGIONALI, IL CAMPO LARGO ATTENDE IL SÌ DI PROIETTI

Verini All’attacco anche il parlamentare dem Walter Verini: «Non è un fatto tecnico – dice – ma un fatto grave e serio. Eravamo lì, questa mattina alla Sala dei Notari di Perugia e siamo stati testimoni diretti dell’ennesimo episodio di inadeguatezza di questa giunta. Il ritiro dell’atto di rendiconto, in seguito ai pesanti rilievi della Corte dei Conti, è stato solo una nuova conferma dell’approssimazione e della scarsa capacità di governo di questa destra, su temi che non sono soltanto contabili, ma riguardano la vita vera delle persone, a partire dalla difesa della salute e della sanità pubblica».

Agabiti In replica Agabiti parla di «critiche strumentali da chi ha lasciato solo buchi». L’assessora fa riferimento ai «debiti per oltre 25 milioni, ereditati e pagati» e ai 45 per coprire quelli «accumulati verso la società Busitalia-Sita Nord Srl anziché essere utilizzati a vantaggio di famiglie e imprese». «Tra le questioni affrontate in questi anni – continua Agabiti – ricordiamo il grande lavoro per la copertura di debiti relativi alle Province di Perugia e di Terni (21 milioni), passando poi per tutto il pacchetto delle comunità montane».

La replica Quanto al caso di queste ore Agabiti ribadisce che si tratta di un «un rilievo meramente tecnico-giuridico relativo a una legge risalente e da vagliare comunque nel merito ma che ci ha spinto, come detto in via prudenziale, a prendere immediati provvedimenti attraverso una delibera che porterà entro il prossimo 31 luglio ad un nuovo DDL di rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2023, in cui sarà previsto un accantonamento cautelativo di 14,2 milioni di euro, accantonamento pienamente sostenibile visti i dati evidenziati nel rendiconto stesso». «Nessun problema dunque per i conti della Regione. Inviterei i consiglieri di minoranza ad approfondire le questioni prima di proclami allarmistici e infondati, finalizzati a biechi interessi elettorali».

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