di Daniele Bovi
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera giovedì mattina al decreto legge sull’election day: le elezioni europee e amministrative si terranno sabato 8 e domenica 9 giugno, con la possibilità di accorpare, laddove possibile, anche le regionali. Confermate poi, nonostante le indiscrezioni degli ultimi giorni su un possibile dietrofront, anche le modifiche al Testo unico degli enti locali sui mandati dei sindaci dei piccoli Comuni: quelli tra 5mila e 15mila abitanti potranno candidarsi per un terzo mandato, mentre sotto i 5mila viene eliminato il limite di tre.
I SINDACI UMBRI E IL TERZO MANDATO: «VALUTIAMO IL DA FARSI»
L’ELENCO DI TUTTI I COMUNI UMBRI AL VOTO NEL 2024
Al voto In Umbria in particolare per quanto riguarda i più grandi (in tutto saranno 60 i Comuni chiamati alle urne) andranno al voto Magione, Gualdo Tadino, San Giustino, Spello, Città della Pieve, Torgiano, Gualdo Cattaneo, Montefalco e Panicale; solo a Magione (dove Giacomo Chiodini già si è già detto non interessato a un possibile tris), Gualdo Tadino (Massimiliano Presciutti), San Giustino (Paolo Fratini), Spello (Moreno Landrini) e Panicale (Giulio Cherubini) i sindaci sono arrivati alla fine del loro secondo mandato. Tutti primi cittadini che guidano una coalizione di centrosinistra.
EUROPEE, SOLO SEI UMBRI ELETTI IN 40 ANNI
Le decisioni Umbria24 nei giorni scorsi ha chiesto ai sindaci interessati cosa avrebbero fatto in caso di via libera definitivo da parte del Governo: Presciutti non ha chiuso al terzo mandato, mentre Cherubini preferirebbe una soluzione diversa rispetto a un suo possibile tris. Fratini invece si è già schierato con il candidato sindaco Paolo Veschi, chiamato a raccoglierne l’eredità, mentre Landrini rifletterà sul da farsi.
I piccoli Per quanto riguarda invece i piccoli Comuni, in Umbria quelli fino a 5mila abitanti – per i quali da giovedì viene eliminato il limite di tre mandati consecutivi – sono ben 62 su 92 e in nessuno di questi c’è un sindaco arrivato alla fine del suo terzo mandato. La norma precisa che i mandati svolti o in corso all’entrata in vigore del decreto si computano per l’applicazione delle disposizioni.
L’Anci Secondo il presidente nazionale di Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari, le norme sul terzo mandato sono «un passo avanti molto importante. A questo punto diventa inevitabile andare fino in fondo, estendendo il numero dei mandati anche per i sindaci dei Comuni sopra ai 15 mila abitanti». «È il coronamento di un’altra storica battaglia della Lega, nell’interesse dei territori e dei cittadini» dice invece il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli.
Regionali Venendo alle regionali, si parte con la Sardegna, dove si voterà il 25 febbraio. Il 10 marzo toccherà all’Abruzzo, mentre il Piemonte ha scelto l’accorpamento con l’election day. In Basilicata invece sarà il presidente Vito Bardi a decidere nelle prossime ore la data del voto.L’ultima regione ad andare alle urne, in ordine di tempo, sarà l’Umbria, in autunno, probabilmente, tra novembre e dicembre (nel 2019 si votò a fine ottobre). A meno di accordi nazionali nelle prossime settimane, dunque, per il possibile Tesei bis decisivi saranno i risultati di europee e comunali. Dopo giugno, quindi, si capirà il destino della presidente.
