di Ilaria Alleva

«Oggi noi siamo la parte sinistra del centrodestra, per questo io lo chiamo centro-destra. È un’entrata politica voluta, meritata, pensata, con la mia idea di sempre. Cioè l’idea di un equilibrio sostanziale che la politica deve avere, perché la politica deve produrre, deve dare al cittadino». Queste le parole del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ai microfoni della stampa l’indomani dell’ufficialità dell’accordo tra il suo partito, Alternativa popolare, e il centrodestra. Accordo nazionale ma declinato, come noto, nei territori e che per le elezioni regionali umbre significherà l’appoggio del partito gialloblù alla candidatura di Donatella Tesei. Sui nomi della lista di Ap per le regionali invece, il sindaco non si è espresso. Unica cosa certa è che Riccardo Corridore sarà il coordinatore. Lunedì mattina a Palazzo Spada intanto è andato in scena il primo consiglio comunale post alleanza. In aula non è mancato il malumore. Vistose le assenze dei consiglieri del centrodestra Fabrizi e Masselli.

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Il nuovo ospedale di Terni Il sindaco Bandecchi prima della riunione della massima assise cittadina è intervenuto su alcune questioni riguardanti il territorio. Sul nuovo piano per il progetto dell’ospedale, dopo la bocciatura del project financing, ha dichiarato: «Ho ricevuto anche io questa notizia alla fine della scorsa settimana. Ho visto che la presidente Tesei ha detto che hanno 115 milioni già disponibili, si tratta di trovare gli altri 130 milioni mancanti. Io credo che in poco tempo, ormai ci sono le elezioni regionali, questo problema si risolverà. Io so per certo che l’ospedale a Terni si farà. D’altronde l’entrata di Alternativa Popolare a livello nazionale nella coalizione di centrodestra è una strategia precisa. Prima voglio far diventare il centrodestra, o meglio, il destra-centro, come io l’ho sempre chiamato così non si fanno errori, il centro-centro-destra».

Nuovi equilibri Per quanto riguarda invece l’accordo col centrodestra Bandecchi spiega che «portare avanti da soli la nostra idea, è faticoso, ma si poteva fare, l’abbiamo dimostrato. Aver ricevuto una telefonata che ti dice ‘perché non fai questa riflessione?’ e accelerare i tempi (in 15 mesi abbiamo fatto quello che ci eravamo ripromessi di fare in cinque anni), e non cogliere l’occasione, sarebbe stato da matti. Ci hanno guadagnato tutti i cittadini ternani, tutti i cittadini umbri, ma anche tutti i cittadini italiani. Io voglio ricordarvi che a Livorno siamo la seconda forza di opposizione, noi abbiamo il 5% e FdI il 10%. In Liguria oggi la sinistra non è più sicura di vincere, come non è più sicura di vincere in Umbria. La sinistra umbra – aggiunge – deve decidere che opposizione vuol fare, perché non ha più niente da dire a nessuno. Oggi noi, che abbiamo dimostrato di saper fare, entriamo in una coalizione di centro-centro-destra e faremo tutto ciò che non è stato fatto».

La stessa idea A chi insinua che il sindaco abbia cambiato idea, Stefano Bandecchi risponde: «Ma se io sono sempre stato il secondo finanziatore di Forza Italia, ma che narriamo? Se io sono sempre stato iscritto al Partito Popolare Europeo, che avete narrato fino ad oggi? Allora, questi sono i fatti, non è che ieri mattina ho fatto la tessera del Ppe e ora mi dite che ho cambiato idea, io ho sempre avuto la stessa idea! Sono uscito da Forza Italia, dove non ero dentro, ma ero un finanziatore e un elettore. Morto Silvio Berlusconi, ho resuscitato il partito di Alternativa Popolare, ma non mi sono certo iscritto a un partito che non era iscritto ai socialisti europei o all’estrema destra, ma al Ppe. Il Pd si è alleato con tutta una marea di gente che proprio non ci sta di capoccia, ma come fa a dire a me di aver cambiato idea? Oggi il Pd, che va a braccetto con la Salis, con i Verdi, per i quali se ammazzi un pesce è un problema e che vogliono l’immobilismo, come fa a dire a me che ho cambiato idea? Qual è la soluzione alternativa all’immobilismo? Non c’è. Io capisco che la sinistra sia spaventata, e fa bene, perché oggi c’è un nuovo leader che è arrivato nel centro-centro-destra. La sinistra della destra è nata: ho sempre detto che la sinistra della destra era Alternativa Popolare, perché io ho delle idee differenti rispetto alla destra che abbiamo visto fino ad oggi».

«Io sono per i matrimoni omosessuali, la destra no» Tuttavia, Bandecchi ribadisce che non si lascerà comandare a bacchetta, e anzi, è disposto a scendere a compromessi pur difendendo le proprie idee: «Non è sconcertante dire che io sono per le droghe leggere e tutti i miei colleghi di destra no. Io sono per i matrimoni degli omosessuali, i miei colleghi di destra no. Io ho registrato una bambina nata da due mamme… quindi, voglio dire, io sono la sinistra del centrodestra. Ecco perché l’accordo è nazionale. Oggi Terni ha guadagnato una cosa stratosferica: è la città più importante d’Italia a livello politico; l’Umbria cambierà per forza di cose perché non si è unita una goccia d’acqua a un bicchiere di vino rosso. Si è unito il vino giallo, blu, a un bicchiere di vino scuretto. E cambia di brutto, perché per noi il giallo è forte. Voglio dare un vantaggio anche a tutti i Ternani e alla Provincia di Terni: fino ad oggi si è chiacchierato di ampliare questa Provincia. Forse dalle prossime elezioni si farà. Si è detto e si è parlato dell’ospedale di Terni, non l’ha fatto la sinistra, la destra non ce l’ha fatta, scommettete che ora si farà? Il sindaco qui dentro è seduto al tavolo con Meloni, Salvini, Tajani, Lupi. Ce l’avete mai avuto un sindaco che stava seduto nella stanza dei bottoni, nella merceria? Non parlo di punti di disaccordo, ma di differenze. C’è la nostra volontà di portare il nostro modo di essere e di avere, dall’altra parte, degli interlocutori moderati, equilibrati, con cui troveremo dei compromessi. Perché dovremmo chinare la testa? Noi l’abbiamo sempre avuta dritta. Il Pd ha chinato la testa quando si è messo con chi non capisce una mazza.».

Le reazioni dei nuovi alleati Prima del consiglio comunale Umbria24 ha raccolto le reazioni del mondo della politica ternana rispetto all’accordo Ap-cdx. Secondo il consigliere Ferranti «il sindaco Bandecchi ammaina l’ambizione di conquistare l’Umbria e sceglie, insieme ai suoi, di unirsi alla coalizione di centrodestra che hanno tanto criticato, perché la coalizione di centrodestra è quella uscente. Ora ha deciso di sostenerla, questo non è un segnale di forza. Bisogna vedere però se le proposte presentate vengono recepite e apprezzate dagli elettori. Ora stiamo lavorando per proporre un programma serio per un’azione di centrodestra in Umbria con una legislazione che, a mio avviso, è stata molto più produttiva di quanto non fosse stata quella di centrosinistra». Primieri del gruppo Misto: «Sono scelte di governo, non sono scelte comunali, quindi sono fatte dall’alto e probabilmente daranno un frutto a questa alleanza. Io da parte mia, stando nel gruppo Misto, con la mia collega non faremo altro che appoggiare le migliori idee della nuova coalizione o della coalizione opposta. L’importante è che siano idee che vanno bene per la città e per tutti i ternani».

Le reazioni dell’opposizione Durante la discussione del primo atto all’ordine del giorno, non sono mancate le frecciatine tra il gruppo di centrodestra e quello di centrosinistra. Il consigliere del Pd, Francesco Filipponi, non mostra nessuno dei timori paventati dal sindaco: «Penso che le cose quando sono contronatura si vedono subito. È plastico vedere quello che sta accadendo oggi in consiglio comunale, il centrodestra è completamente sbandato rispetto agli esiti del lavoro del consiglio comunale e veste in maniera innaturale i panni dell’alleato. Penso che sarà più quello che Bandecchi toglierà al centrodestra ordinario rispetto a quello che porterà. I cittadini ternani se ne sono accorti, come se ne accorgeranno quelli umbri. Credo che quando la presidente Tesei avrà modo di fissare la data delle regionali, gli umbri avranno modo di mandare a casa le due destre. Non siete spaventati? No, assolutamente, siamo fiduciosi, basta fare un giro sui social e vedere quello che scrivono le persone. Quando un’alleanza è innaturale, gli elettori lo vedono».

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