La proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito sarà votata dalla Terza commissione dell’Assemblea legislativa a settembre. Mercoledì, a un anno esatto dalla morte di Laura Santi, in consiglio regionale è ripreso l’iter della proposta di legge; una seduta con al centro soprattutto gli emendamenti presentati dal presidente della commissione, Luca Simonetti, tra i quali anche quello con la modifica del titolo del provvedimento.
LAURA SANTI, IL CORPO COME ATTO POLITICO
La proposta L’atto, sottoscritto da circa 5mila cittadini umbri, ha ripreso il proprio iter in commissione dopo la presentazione avvenuta lo scorso aprile fatta da Alice Spaccini e dal marito di Laura Santi, Stefano Massoli, entrambi dell’associazione Luca Coscioni. La proposta era stata originariamente depositata con il titolo «Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito». Nel corso della seduta di mercoledì sono stati illustrati gli emendamenti predisposti da Simonetti, il primo dei quali prevede il cambio del titolo in «Disposizioni per l’assistenza sanitaria regionale alla morte volontaria medicalmente assistita mediante autosomministrazione di farmaco letale».
FINE VITA, COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI LEGGE UMBRA
Cosa cambia Le modifiche al testo sono state elaborate alla luce della sentenza del 2025 della Corte Costituzionale, intervenuta sulla legge approvata dalla Regione Toscana, considerata in larga parte analoga a quella attualmente all’esame in Umbria. Gli emendamenti puntano a eliminare le disposizioni giudicate illegittime dalla Consulta e, al tempo stesso, a recepire e precisare gli aspetti ritenuti compatibili con il quadro costituzionale. Tra le novità introdotte figura la possibilità di invitare alle riunioni della Commissione multidisciplinare permanente il medico di fiducia della persona che presenta la richiesta di accesso alla morte volontaria medicalmente assistita. Vengono inoltre precisati i passaggi procedurali successivi alla presentazione dell’istanza e viene stabilito che l’intero iter debba concludersi «senza ritardi e comunque secondo una tempistica compatibile con le condizioni cliniche del paziente».
La Commissione Un’ulteriore disposizione prevede che, entro 60 giorni dall’eventuale entrata in vigore della legge, ciascuna Azienda sanitaria locale istituisca la Commissione multidisciplinare permanente e adotti una disciplina attuativa di dettaglio. Le procedure dovranno essere uniformi nei rispettivi territori di competenza delle due aziende sanitarie umbre. Secondo l’orientamento emerso in commissione, sia gli emendamenti sia il testo della proposta di legge saranno esaminati e sottoposti al voto nella prima seduta utile del mese di settembre.
Proietti In una nota la consigliera Pd Maria Grazia Proietti ha ribadito la propria sensibilità cattolica e la necessità di rafforzare cure palliative e terapia del dolore, sottolineando però che le istituzioni devono confrontarsi con i diritti riconosciuti dall’ordinamento. Secondo la consigliera, spetta alla politica garantire che tali diritti siano esercitati «con trasparenza, rigore e uguaglianza», evitando disparità territoriali. La consigliera dem ha inoltre evidenziato che «difendere la vita non significa ignorare la libertà e l’autodeterminazione della persona» e ha auspicato un confronto in Commissione privo di contrapposizioni ideologiche. Proietti ha infine sostenuto la necessità di assicurare che nessuno sia costretto a scegliere per carenza di assistenza, ma anche che chi rientra nelle condizioni previste dalla legge possa vedere riconosciuti i propri diritti «in tempi certi e con procedure chiare».
