di Ivano Porfiri
E’ un Alfano soddisfatto delle ottomila tessere del Pdl umbro e che non rinuncia a pungolare il governo Monti, pur non dandogli date di scadenza, quello che tocca Perugia e Spoleto in un tour «toccata e fuga» in Umbria. Prima nel capoluogo per inaugurare la sede del partito in via Baglioni, per poi spostarsi alla sala dei Notari, e quindi a Spoleto per presentare il suo libro «La mafia uccide d’estate».
Bene tessere in Umbria «La fase congressuale del Pdl si è aperta prima di Natale – ha detto Alfano -. In Umbria noi abbiamo un numero di iscritti ragguardevole, abbiamo superato gli ottomila e siamo contenti del risultato ottenuto nelle due province, dove si è raggiunto l’obiettivo indicato dal coordinamento nazionale: siamo felici di questo». L’avvio della stagione congressuale, per Alfano «è il risultato della campagna per come è stata studiata, cioè quota bassa (10 euro), il principio una testa un voto con l’inesistenza dei meccanismi di delega, senza quindi un “capo bastone” con un pacco di deleghe, ed infine l’affermazione del principio anatomico, cioè quello per il quale il corpo umano è concepito per stare seduto su una sola sedia e quindi con l’applicazione del principio che giuridicamente è quello dell’incompatibilità, in modo che si possano creare nuovi spazi per nuovi soggetti nella classe dirigente del partito».
Imu: no obiezione di coscienza Alfano ha poi toccato temi nazionali sollecitato dai cronisti. Sull’ipotesi ventilata da alcuni esponenti della Lega che si possa esercitare obiezione di coscienza sul pagamento dell’Imu per Alfano «le obiezioni di scienza solitamente si fanno sui temi di coscienza». Se si apre questo principio ciascuno può scegliere un tema e fare obiezione di coscienza su tutti i temi dell’ordinamento giuridico italiano».
Frequenze tv: asta non avrebbe esito «Io non credo credo che sortirebbe grandissimi risultati». Risponde così Alfano ai cronisti che gli chiedono di un’eventuale vendita all’asta delle frequenze tv, dopo l’apertura sul tema del ministro Corrado Passera. «Il dovere della proposta – ha aggiunto Alfano – e’ comunque del governo, vedremo cosa il governo proporrà dopodiché giudicheremo, insomma non giudico in base a un’intervista».
Manovra: ora puntare su crescita «Abbiamo detto che è una manovra che noi avremmo scritto in un modo diverso e per lo meno abbiamo ottenuto il risultato di riuscire ad ammorbidire la botta pesante che vi era sulle pensioni e sull’Ici – ha detto Alfano -. Adesso occorre puntare sulla crescita, noi l’abbiamo votata questa manovra facendo presente che adesso occorre puntare sullo sviluppo perché altrimenti si finisce per inseguire il debito. Da questo punto di vista noi – ha aggiunto il segretario del Pdl – abbiamo fatto presente al presidente Monti che crediamo giusto che lui, forte del consenso del Parlamento, vada in Europa a dire che occorre fare delle cose per la crescita europea e non semplicemente e solo quello che chiedono Francia e Germania».
Manovra bis? Ci sorprenderebbe «Se ci fosse una necessità immediata di una manovra correttiva ci sorprenderemmo molto ma in realtà proprio ieri il ministro dello sviluppo ha detto che non c’è un’altra manovra alle porte», ha detto ancora Alfano sulla manovra. «Perché ciò accada davvero – ha aggiunto – cioè che non ci sia un’altra manovra è’ indispensabile che si attivi un indice e un tasso di crescita del paese tale da giustificare un incremento del Pil significativoperche’ noi non vogliamo che abbia luogo un’altra manovra e vogliamo invece che il paese cresca e si possa rimettere in moto l’economia».
Governo senza data di scadenza «E’ un’ipotesi ordinaria quella di arrivare a fine legislatura», secondo il segretario del Pdl Angelino Alfano. «Noi non abbiamo posto una data di scadenza – ha spiegato – perché non crediamo che sia giusto, nel momento in cui nasce un governo, porre una data di scadenza. Quello che riteniamo giusto – ha poi aggiunto – è che venga affrontata l’emergenza, senza parlare ogni giorno della data di scadenza del governo. Ciò che è giusto fare va fatto e va fatto presto».
Tremonti? Il Pdl è solido «Noi abbiamo un partito solido». Ha replicato così, il segretario del Pdl ai cronisti che gli chiedevano se tema la costituzione di un gruppo autonomo da parte dell’ex ministro Giulio Tremonti. La solidità del Pdl, secondo Alfano è dimostrata da «tre elementi». Il primo è «il fatto che proprio nel periodo di massima difficoltà del nostro governo, alla fine di ottobre, abbiamo centrato un risultato di tesseramento straordinario, oltre un milione e centomila tesserati». Il secondo indice è, per Alfano, «il fatto che i sondaggi ci danno una grande robustezza in Parlamento». E il terzo indice, secondo il segretario è «il fatto che il sondaggio in carne e ossa, tra le gente, dice che ovunque noi andiamo troviamo ancora tanta gente pronta a battersi per i nostri ideali e con la voglia di proporre il nostro programma per vincere le nostre elezioni del paese».



