Walter Ganapini

di Alessandra Paciotto*

Il re è nudo!

Con la nostra proposta di aprire alla partecipazione dei cittadini non solo la discussione sulle cose da fare e gli obiettivi da raggiungere nella gestione dei servizi della VUS, ma anche sui percorsi per la designazione della sua futura presidenza, abbiamo scatenato un vespaio di polemiche, mettendo a nudo il fatto che non c’è nessuna intenzione di abbandonare le vecchie logiche spartitorie, siano esse di partito o di campanile, che non ci sembra abbiano portato, fin qui, ad un buon governo né dei rifiuti, né dell’acqua e né dell’energia nel territorio dell’ATI 3.

Quello che volevamo ribadire con l’indicazione di Ganapini, era ed è unicamente la necessità del rispetto di questa regola: privilegiare nella scelta delle donne e degli uomini che debbono gestire la cosa pubblica per il bene comune, le competenze, le esperienze ed i meriti acquisiti sul campo, rispetto alle appartenenze che non costituiscono merito.

Non ci hanno sorpreso più di tanto le accuse di sponsorizzare cordate”, o addirittura di “fungere da ufficio di collocamento per qualche ex dirigente in cerca di collocazione”, di portare la “borraccia ad ex esponenti dell’associazione”, e via cianciando, passando dalla più anacronistica difesa di presunti diritti di sangue secondo i quali per essere presidenti della VUS bisogna essere necessariamente nati tra Spoleto e Foligno, alla rivendicazione dell’esclusiva per i partiti politici di designare obiettivi e assetti per la gestione del territorio, perchè frutto del vecchio modo di pensare la politica, ma ci ha sorpreso l’accusa di non essere adeguate sentinelle del territorio.

Vorremmo ribadire che per essere buone sentinelle del proprio territorio ci si deve occupare tanto delle problematiche, delle criticità e degli obiettivi delle politiche ambientali, come dei processi che portano all’individuazione dei decisori politi e tecnici che di questo sono chiamati ad occuparsi. Noi di Legambiente ci impegniamo ogni giorno per essere all’altezza di questo compito sia quando ci occupiamo di alberi tagliati, sia quando si è trattato di fermare la scellerata scelta nucleare e di ribadire che l’acqua è un bene comune e un diritto per tutti.

*Presidente Legambiente Umbria


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