di Paolo Brutti*
Si sente un fortissimo odore di cloroformio intorno alla Thyssenkrupp. Incontri che producono tavoli che producono incontri e non mettono mai niente su quei tavoli, sono un modo per passare il tempo mentre gli altri decidono. Decidono cosa? Che il comparto dell’inossidabile della Thissen – tutto il comparto o lo spezzatino – passi di mano. Che la Thyssen si defili dal ruolo di socio di riferimento della nuova società dell’inossidabile. Che, pertanto, non dia garanzie a nessuno rispetto alla nuova gestione se non al governo e al sindacato tedesco, accordandosi per riassorbire forza lavoro negli impianti che resteranno in suo possesso e non negli altri. Che il futuro degli stabilimenti di Terni, travolti da questo sconvolgimento, non dipenda dalla Thyssen ma dalla nuova proprietà che subentrerà. Che Thyssen vende perché il mercato dell’inossidabile va male e che per la città non potrebbe esserci momento peggiore. Che i nuovi acquirenti ristruttureranno in profondità le produzioni dell’inossidabile senza guardare in faccia nessuno.
Non so chi può dare assicurazioni che la Thyssen avrà un occhio di riguardo per le lavorazioni a freddo di Terni. Mi pare che promesse in tal senso non siano state fatte negli incontri ufficiali e neppure in quelli ufficiosi. Solo il Governo può indirizzare la questione verso un finale meno drammatico. Ma il Governo deve essere svegliato con una pressione molto più decisiva di quella fatta finora dalla Regione e con incisive azioni di lotta dei lavoratori e del sindacato. Il cloroformio, se distribuito e inalato in dosi troppo elevate, procura una morte indolore. Lo strazio arriva dopo, per chi resta e non ha nulla su cui piangere.
*Consigliere regionale Idv

