Fabio Paparelli

di Fabio Paparelli*

Forte apprezzamento per lo sforzo compiuto dal governo nel rafforzamento delle forze dell’ordine nei territori di Perugia e Terni. Si tratta di un intervento significativo che tiene conto delle legittime aspettative manifestate in più occasioni dai cittadini umbri nell’ambito della sicurezza, della prevenzione e di un maggior presidio del territorio. In tal senso la giunta regionale è impegnata a mettere in campo ulteriori misure che possano dare risposte serie e concrete, frutto di una programmazione coordinata, coerente e duratura. Nelle prossime settimane, la Regione lavorerà all’implementazione ed all’attuazione del Patto per la Sicurezza per la città di Perugia che, grazie anche all’impiego di fondi regionali (pari a 35 mila euro) ha recentemente prodotto l’apertura del nuovo presidio di Polizia di Corso Vannucci, oltre al rilancio del Patto per la città di Terni.

A questi strumenti si aggiungeranno i Patti integrati per la sicurezza urbana che conterranno misure tese ad incentivare le aggregazioni della Polizia Locale nei piccoli comuni, per assicurare un maggior presidio del territorio, anche in fasce orarie dove è maggiore il rischio. A tal proposito la regione metterà a disposizione ulteriori 215 mila euro per misure integrate di sicurezza destinate proprio ai comuni. Oltre alla necessità di un rafforzamento del coordinamento inter-istituzionale finalizzato alla repressione occorre mettere in campo un’azione ancor più forte di prevenzione, che passi non solo per il sociale ma, soprattutto, attraverso una vera e tangibile rivitalizzazione del tessuto economico e commerciale delle nostre città, a partire dai centri storici. Ciò sarà realizzato anche attraverso una nuova stagione di pianificazione strategica dei centri storici (QSV), che punterà a contrastare il fenomeno dello spopolamento e del degrado, attraverso finanziamenti in favore del commercio, dell’innovazione, della riqualificazione urbana e della sicurezza; a partire dai PUC 3 in itinere, per continuare con i prossimi bandi in uscita il prossimo autunno, in materia di commercio e ristorazione.

Occorre ricordare, inoltre, come la regione Umbria sia una realtà tra le più avanzate sul versante della sicurezza delle persone più vulnerabili e in particolare delle donne, tema, quest’ultimo, che sarà oggetto di un prossimo provvedimento legislativo e sul quale è stato da tempo attivato dal Centro pari opportunità il servizio “telefono donna”, che realizza azioni ed interventi di prevenzione e contrasto del maltrattamento e della violenza domestica ed attiva percorsi di sostegno psicologico e giuridico. Il servizio si attiva da tutto il territorio regionale attraverso il Numero Verde 800 861126 ed è inoltre collegato al numero telefonico di pubblica utilità 1522 della Rete nazionale antiviolenza. A tal proposito attraverso l’attivazione di un progetto europeo sono stati ultimamente realizzati in varie città dei veri e propri centri anti violenza.

In merito alle problematiche legate al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ed in particolare al grave fenomeno delle morti per overdose, altro evidente fenomeno legato alla sicurezza, l’Umbria si è dotata di un apposito osservatorio per monitorarne l’andamento e, nel prossimo documento di programmazione regionale, verranno definite una serie di misure di contrasto dei comportamenti devianti e interventi di controllo delle zone più problematiche delle città umbre. Entro fine anno sarà la Conferenza regionale sulla sicurezza integrata, quale sede istituzionale di ampio confronto e di valutazione in materia, a fornire ulteriori contributi e indicazioni in merito al programma triennale azioni sul quale stiamo già lavorando.

L’obiettivo dunque è quello di proseguire in un’azione incisiva di concerto con gli attori del territorio, istituzioni, associazioni, prefetture e forze dell’ordine, affinché non si diano risposte emergenziali sporadiche a situazioni di allarme sociale, che ovviamente in questo clima si possono generare, ma che giustamente pretendono risposte adeguate alla mutata situazione regionale e coerenti con il senso di disagio che prova una comunità.

*Assessore regionale alla Sicurezza