Il carcere di Capanne (foto ©Fabrizio Troccoli)

Nelle carceri umbre in un anno i tentativi di suicidio sono sostanzialmente triplicati, mentre i casi di autolesionismo sono aumentati del 50 per cento; il tutto mentre la vita quotidiana scorre tra sovraffollamento e carenze di organico. Sono questi alcuni dei numeri e dei temi più importanti trattati lunedì nel corso di un incontro tra il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani e Andrea Pensi, neo garante regionale dei detenuti.

I numeri Il quadro emerge dal report al 31 agosto della Procura generale, che restituisce la fotografia di un sistema penitenziario regionale sotto forte pressione. A fronte di una capienza regolamentare complessiva fissata a 1.340 posti e di 1.282 posti effettivamente disponibili, le presenze negli istituti umbri toccano quota 1.692. Il tasso di affollamento si attesta così al 126 per cento sui posti regolamentari e al 132 per cento su quelli realmente disponibili, determinando rispettivamente 352 e 410 presenze in eccesso. All’interno delle sezioni la popolazione ristretta si compone di 1.613 uomini, 79 donne e 548 cittadini stranieri.

I 4 penitenziari Tra i quattro istituti, Terni è quello con il maggior numero di detenuti, 580, seguito da Spoleto con 510 e Perugia con 488; Orvieto ne ospita 114. È però Perugia, dove con l’ampliamento in futuro si potrebbero toccare gli 800 detenuti, a presentare la situazione più critica sul fronte del sovraffollamento, con 488 detenuti a fronte di 309 posti disponibili. Lo stesso istituto registra i valori più elevati per autolesionismo, infrazioni disciplinari, tentati suicidi, violazioni penali e aggressioni al personale. Spoleto è invece in testa per le proteste, mentre Terni registra il maggior numero di sequestri di cellulari e di episodi di rinvenimento di droga. Proprio a Terni è attiva dal 18 aprile 2025 la Camera dell’affettività, dove sono stati effettuati 281 colloqui intimi. Dal 6 settembre scorso è stato invece chiuso il reparto destinato ai detenuti sottoposti al 41-bis.

Posizione e recidiva Sotto il profilo della posizione giuridica, la stragrande maggioranza è rappresentata da detenuti definitivi, pari a 1.404 unità, a cui si aggiungono 148 persone in attesa di primo giudizio, 57 appellanti e 53 ricorrenti. Quanto alla suddivisione per circuiti, 889 soggetti risultano assegnati alla media sicurezza, 518 all’alta sicurezza 3, 108 al regime speciale del 41 bis, 97 al circuito dei protetti e 14 all’alta sicurezza 2. La recidiva resta poi un altro nodo centrale: in Umbria il tasso è di circa il 70 per cento, in linea con quello nazionale. Da qui l’attenzione alle attività lavorative e ai progetti di inclusione sociale, considerati strumenti utili a ridurre il rischio di nuovi reati e a favorire il reinserimento una volta terminata la pena.

Quadro drammatico Il confronto con l’anno precedente testimonia un progressivo aggravamento del quadro complessivo, con i detenuti passati da 1.658 a 1.692 unità, pari a un incremento del 2,05 per cento. A preoccupare maggiormente sono gli eventi critici: si registrano 250 episodi di autolesionismo, con un aumento del 48 per cento rispetto ai 169 dell’anno precedente; 1.774 infrazioni disciplinari, in crescita del 15,05 per cento; e 243 manifestazioni di protesta, salite del 17,39 per cento. Il dato più drammatico riguarda i tentativi di suicidio, passati da 19 a 56 casi con un balzo del 195 per cento, ai quali si sommano 3 suicidi consumati a fronte dell’unico registrato nei dodici mesi precedenti. In parallelo crescono anche le violazioni delle norme penali commesse all’interno delle strutture, che salgono da 382 a 559; tra queste spiccano 104 aggressioni fisiche nei confronti del personale di polizia penitenziaria, in aumento del 57,58 per cento, e 6 aggressioni ai danni di altri operatori.

La droga Sul fronte sanitario, le strutture detentive gestiscono 165 detenuti con problematiche di tossicodipendenza e 185 affetti da patologie psichiatriche, mentre i ricoveri nei reparti di degenza protetta sono saliti da 47 a 84, segnando un incremento del 79 per cento. I controlli hanno poi permesso di trovare 179 telefoni cellulari e di registrare 49 episodi di sequestro di sostanze stupefacenti, per un totale di 4.312,52 grammi di hashish e 277,74 grammi di cocaina. L’introduzione illecita si avvale ormai di metodi sofisticati, tra cui l’impiego di droni e lanci dall’esterno. Nello specifico, la casa circondariale di Terni ha registrato 86 sequestri di telefoni e 24 episodi di droga, mentre a Spoleto si concentrano le proteste. La casa circondariale di Perugia risulta invece la più sovraffollata, con un tasso del 57,93 per cento, e detiene i valori più elevati per autolesionismo, tentativi di suicidio e aggressioni agli agenti.

Gli agenti La carenza di organico rappresenta l’ulteriore nodo critico del sistema: a fronte di una previsione regionale di 866 unità, la polizia penitenziaria conta 817 unità amministrativamente in forza e 743 effettivamente operative. Il divario evidenzia 49 unità in meno rispetto all’organico previsto e 123 operatori in meno rispetto alle esigenze teoriche, mettendo a dura prova l’impegno quotidiano per garantire la sicurezza e la finalità rieducativa della pena. Tra le altre carenze anche quella di una Rems, cioè di una struttura per ospitare detenuti con problemi psichiatrici.