Svuotato il reparto 41-bis del carcere di Terni grazie al trasferimento di 21 detenuti che, nell’ambito della vasta operazione “Alto impatto”, sono stati ricollocati nella casa circondariale di Uta, in Sardegna.
L’operazione ha interessato diversi istituti penitenziari sul territorio nazionale, tra questi anche quello di Spoleto, e si è conclusa il 5 e il 6 settembre. Sono 88 in totale i carcerati sottoposti al regime detentivo speciale trasferiti nella struttura sarda. Per la precisione, ad Uta sono stati trasferiti, oltre ai 21 detenuti del carcere di Terni, sei detenuti da Spoleto, nove da Milano, sette da L’Aquila, 41 da Viterbo e quattro da Roma.
A parlare della portata dell’operazione – portata a termine dalla Direzione generale delle specialità del corpo di polizia penitenziaria e per la quale è stato messo in campo un dispositivo operativo rafforzato capace di intervenire contemporaneamente in più aree del territorio nazionale – il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni in una nota su gnewsonline.it, portale del ministero della Giustizia. «Il trasferimento di 88 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis presso l’apposita sezione del carcere di Uta, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità e affidata alla vigilanza del Reparto Operativo Mobile di Cagliari, dimostra lo straordinario impegno e l’incredibile professionalità della Polizia Penitenziaria», ha dichiarato.
L’operazione ha toccato significativamente l’Umbria e a intervenire il merito è il garante regionale delle persone sottoposte a restrizioni o limitazioni della libertà personale, Andrea Pensi: «I trasferimenti determinano, di fatto, lo svuotamento del reparto 41-bis della casa circondariale di Terni, segnando una fase nuova nell’organizzazione degli spazi e delle attività dell’istituto ternano», scrive in una nota per poi aggiungere: «Auspico che gli spazi che si renderanno disponibili a Terni possano essere destinati, in via prioritaria, a ridurre le condizioni di sovraffollamento che continuano a caratterizzare il sistema penitenziario regionale».
Il garante annuncia che trasmetterà una specifica nota al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria e le Marche, «chiedendo di conoscere quali siano le ipotesi di destinazione degli spazi che si libereranno e rappresentando l’opportunità che tali spazi vengano utilizzati per contribuire concretamente al contenimento del sovraffollamento». Secondo Pensi «lo smantellamento del reparto 41-bis di Terni rappresenta dunque un passaggio rilevante, che non può essere considerato esclusivamente sotto il profilo organizzativo. Gli spazi che si liberano devono costituire una risorsa che, in una situazione di forte pressione sulla capacità ricettiva degli istituti umbri, non dovrebbe essere utilizzata semplicemente per trasferire altrove il problema del sovraffollamento o per aggravare quello già esistente».
