Dalla maglia della piccola attaccata da un lupo al centro sportivo di Arrone non è stato possibile rilevare il Dna dell’animale, quindi sarà praticamente impossibile catturare quel determinato esemplare che il 9 agosto scorso spaventò la bimba, sua madre e tutti i presenti. Lo fa sapere l’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali
Come noto, il giorno dopo l’accaduto, la prefettura di Terni aveva creato una task force per fronteggiare l’emergenza, implementare i servizi di vigilanza e controllo del territorio, diffondere informative alla cittadinanza con raccomandazioni e linee guida da seguire in caso di avvistamento dell’animale, nonché facendo posizionare sedici fototrappole nei dintorni, dall’associazione Wild Umbria.
La stessa associazione fa sapere che l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra, branca scientifica del Ministero dell’Ambiente) era stato altrettanto tempestivo autorizzando la cattura del lupo, ricordando che Ispra ha già autorizzato, per i casi previsti, la cattura o abbattimento fino a 8 lupi in Umbria nel 2026 e certamente la tentata predazione di una bambina addirittura in mezzo alla gente e in un centro urbano è uno di questi; è stato classificato nella categoria 19, livello di criticità 5, ossia il massimo del ‘Protocollo sperimentale per i lupi urbani e confidenti’.
Tuttavia non essendoci l’esito del Dna, attorno a quell’animale resta un alone di mistero. La bambina, fortunatamente, non ha riportato ferite gravi: solo alcuni graffi e un forte spavento. È stata comunque accompagnata in ospedale per accertamenti e dimessa. Nei giorni successivi quello che si ritiene essere lo stesso esemplare sarebbe stato ripreso da una delle fototrappole una decina di giorni dopo l’attacco, e da allora mai più. Ovviamente ciò non esclude affatto che non sia tuttora in zona.
«Come si potrà quindi individuare esattamente quel determinato esemplare in una zona in cui i lupi sono ben presenti – dichiarano dall’associazione – è forse una chimera, anche se alcuni indicano che l’animale avrebbe un comportamento definito anomalo e caratteristiche particolari. Di fatto, zero prove. A meno che non si vogliano catturare – e finora non è stata neppure posta alcuna trappola dalla task force per la cattura – tutti i lupi dell’area, per poi rilasciarli una volta ritenuti diversi da quello. Sarebbero necessari anni».
