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Sono stati tutti condannati i tre imputati accusati di violenza sessuale di gruppo, lesioni e tentata rapina per la vicenda avvenuta a Gubbio nella notte tra il 4 e il 5 settembre dello scorso anno. Il giudice per l’udienza preliminare Valeria Casciello ha inflitto sei anni e otto mesi di reclusione ai due fratelli di Nardò, di 44 e 37 anni, e sei anni e quattro mesi al cuoco di Gualdo Tadino, 37 anni. La sentenza è stata pronunciata al termine del processo con rito abbreviato. Il pm aveva chiesto sei anni e otto mesi per i due fratelli pugliesi e sei anni per il cuoco.

La sentenza Il giudice ha inoltre condannato i tre al risarcimento dei danni, da liquidare in separata sede civile. In sede penale è stata riconosciuta una provvisionale di 20 mila euro alla 36enne che ha denunciato la violenza e di 5 mila euro alla madre della donna. Il giudice si è riservato 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza.

La vicenda Secondo la ricostruzione della Procura la coppia si trovava in auto in piazza Quaranta Martiri intorno alla mezzanotte e mezzo. Uno dei due fratelli avrebbe aperto la portiera e trascinato la donna fuori dall’abitacolo, facendola sbattere contro un’altra vettura. Il fratello e il cuoco avrebbero invece costretto il compagno della 36enne a scendere dalla macchina, colpendolo con calci e pugni e immobilizzandolo per impedirgli di intervenire. La donna sarebbe stata quindi palpeggiata, inizialmente dal 44enne e poi anche dal fratello di 37 anni. Negli atti della Procura si parla, inoltre, di un bacio imposto con violenza, di uno schiaffo e della bocca della donna chiusa per impedirle di urlare e chiedere aiuto.

La tentata rapina I tre erano accusati anche di avere tentato di rapinare il compagno della donna. L’uomo, intervenuto per difenderla, sarebbe stato picchiato anche quando era a terra e minacciato di ulteriori percosse se non si fosse allontanato. L’azione sarebbe terminata con l’arrivo di altre persone, richiamate dalle urla della donna, e la fuga degli imputati.

Le difese In occasione dell’udienza di convalida il 37enne di Gualdo Tadino si era avvalso della facoltà di non rispondere. Gli altri due imputati avevano invece fornito una versione diversa da quella delle persone offese e dei testimoni, sostenendo di essersi avvicinati alla donna per aiutarla a rialzarsi perché, secondo la loro ricostruzione, era in preda all’alcol e cadeva ripetutamente. La custodia cautelare in carcere era stata confermata dal gip. Dopo il passaggio davanti al Tribunale del Riesame, la misura era stata sostituita con gli arresti domiciliari.

I domiciliari Intanto, in queste ore, l’avvocato Ubaldo Minelli ha presentato istanza per la revoca degli arresti domiciliari nei confronti dei due fratelli. Il giudice dovrà decidere entro cinque giorni. Il difensore, dopo avere letto le motivazioni della sentenza, valuterà se proporre appello.

Enzo Beretta, giornalista professionista, specializzato in cronaca nera e giudiziaria. Scrive per Umbria24 e Il Messaggero. Ha lavorato con Ansa, Abc News, Panorama e La Nazione. Si è occupato di comunicazione politica, istituzionale e sportiva. Realizza podcast e ha una rubrica chiamata Alibi. Ha pubblicato tre libri: Romanzo immobiliare, Favole alla sbarra e Il Re degli ultimi, dedicato a Diego Armando Maradona, con cui ha vinto il premio nazionale Ali Librai.