Enrico Flamini

di Enrico Flamini*

Rifondazione comunista dell’Umbria si sta impegnando in tutta la regione a sostegno dei comitati territoriali per il sì al referendum del 17 aprile contro le trivelle. Lo facciamo con ancora più convinzione all’indomani del caso Guidi che evidenzia l’infiltrazione degli interessi privati nella cosa pubblica. Certo, Guidi nemmeno doveva essere nominata ministra. Ma tant’è. Questo è Renzi. In altri termini, come dimostra anche il caso dei soldi portati nei paradisi fiscali, siamo di fronte ad una classe politica e padronale priva di scrupoli. Per carità, bene che Guidi si sia dimessa, ma è Renzi e il suo governo che dobbiamo mandare a casa. Lo stesso Renzi che, nonostante i dati diffusi dalla Nasa sul riscaldamento globale e in barba al fatto che un governo dovrebbe favorire il confronto democratico, continua a schierarsi per l’estrazione dei combustibili fossili arrivando addirittura a proporre il sabotaggio di craxiana memoria dello stesso referendum dopo il mancato accorpamento con le elezioni amministrative.

Voteremo sì Di più. È oramai evidente chi siano i cosiddetti poteri forti che sostengono Renzi: quelle lobby, petrolifere e finanziarie, e quelle multinazionali che stanno depredando la terra e la natura per ricavare profitto. Sì, per depredare anche l’Italia, alla quale rimane ben poco delle estrazioni petrolifere in termini energetici ed economici. Rimangono invece i danni alla salute e all’ambiente. Il tutto mentre il nostro paese potrebbe tentare di sperimentare ed imboccare la strada delle energie rinnovabili, della salvaguardia ambientale e della valorizzazione turistica. Ma con Renzi tutto questo non è possibile. Certo, perché se passasse la proposta astensionista di Renzi e il quorum non fosse raggiunto per effetto dello Sblocca Italia i petrolieri potranno fare prelievi ridicoli all’infinito su giacimenti esauriti per non bonificare. Ecco, Rifondazione comunista sta lavorando e lavorerà per favorire innanzitutto la partecipazione e per ribadire che un altro modello di sviluppo non è solo possibile, ma necessario e urgente: per questo il 17 aprile voteremo e faremo votare sì, consapevoli che anche da qui parte la battaglia politica più generale per liberare il paese da Renzi e compagnia.

*Segretario regionale Prc Umbria 

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